guarda che a Venezia non lo hanno votato neanche i leghisti visto che nelle contemporanee elezioni provinciali il candidato della lega prese piu' voti di Brunetta, ed infatti il suddetto si in***** parecchio con la lega, con accuse di tradimento.
malgrado questo evidentemente ai veneziani stava piu' sulle tolle Brunetta che non l'attuale sindaco. fatti un giretto da quelle parti e chiedi di Brunetta. vedrai che ti dicono.
Se ha vinto dei regolari concorsi ed ha maturato una graduatoria adesso congelata e' evidentemente meritoria,oppure mettiamo anche in discussione il principio dei concorsi pubblici? Il discorso che faceva Alex era riferito al finanziamento della scuola privata e li ci sarebbe da discutere e non credo che Alex abbia sparato una caxxata,ha semplicemente affermato che detta in milanese"se ghe minga de dane' perche se dan al privato?"
scusa hai ragione,ma viste le pubblicita' sul 150° in giro volevo fare un po' di spirito. "Se non ci sono i soldi,perche' si danno anche alla scuola privata?"
e poi esite una differenza fondamentale fra una scuola pubblica ed una privata, se vuoi entrare in una scuola pubblica devi vincere un concorso (quindi di dx, sx o centro se sei bravo lo puoi vincere) invece in una scuola privata (in particolare ecclesiale) l'assunzione e' per chiamata diretta, dopo attenta analisi sul tuo credo politico.
Ma cosa vai mai a pensare Gianse! bisogna mettere in concorrenza il pubblico e il privato,e' la prima regola del buon liberismo!
gia', finche' in Italia scuola privata il piu' delle volte si coniuga con scuola cattolica tutto sommato puo' andare bene. ma un domani che i molti immigrati di fede mussulmana dovessero creare proprie scuole che dovrebbe fare lo stato, finanziarle per par condicio? orrore.
Anche se, devo dire, avendo frequentata una pubblica ed una privata, che i professori nella privata sono: - più motivati - più disponibili (e l'insegnamento ne giova) - non insegnano politica... (Sarà stato SOLO un caso, ma devo ammettere che nelle lezioni che ho frequentato della pubblica, da esperienze che ho fatto di amici, dalla stessa università che ho scelto pubblica, mmm... no, qualcosa non va, se mentre ti insegnano il latino ti fanno i paragoni politici, o se finemente insegnano diritto pubblico con una guarnizione di idee socialiste, anzi, comuniste. E non solo, hanno (credono di) anche ragione).
non contesto la tua esperienza, ma io ho frequentato solo scuole pubbliche ed ho avuto insegnanti di tutti i credo politici. nessuno di loro ha mai tentato di influenzarmi, poi va da se' che anche gli insegnati sono uomini e non robot. sul motivati posso concordare. ma sai a forza di essere tacciati come fancazzisti un po' di motivazioni con il tempo si possono anche perdere.
anche se andiamo leggermente ot proviamo a riflettere. Silvio e il governo raramente hanno fatto qualcosa che non abbia coinvoltointeressi privati degli amici della cricca. IL DL Gelmini non e' stato diverso. Il principale beneficiario dovrebbe essere Polidori del Cepu che si trova una universita' equiparata a quelle tradizionali e con accesso a fondi pubblici. Del resto si sa che Silvio adora pienarsi la bocca con le lauree delle sue soubrette da europarlamento. Cmq la vera assurdita' e' avere ridotto i fondi per l'istruzione gia' provata e di non eccelsa qualita' per dirottarli su soggetti privati dediti al business prima che all'istruzione. leggetevi come funziona il cepu e poi mi dite. Chi potra' comprera' agevolmente le lauree con conseguente deplorevole decadenza del valore di tale titolo. Il conto del Sig. Polidori aumentera' rapidamente a favore del pil...si fa per dire. L'istruzione ne trarra' vantaggio? Ne dubito. E' un settore chiave per lo sviluppo di un paese ma vengono destinati assai piu' miliardi per l'acquisto di aerei da guerra che per l'istruzione. Abbiamo scuole senza mezzi finanziari per funzionare. Aule decrepite al limite dell'agibile, insegnanti con classi eccessivamente numerose e altri mille problemi. Ma si sa che la logica comportamentale del Berlusconismo e' business e business. L'istruzione ahime' non puo' essere un business. Investire vuol dire il giusto rapporto tra insegnanti e alunni, costi di accesso ragionevoli, agevolazioni per i redditi minimi, accesso insomma garantito all'istruzione dalla volonta' e capacita' dello studente e non dal conto economico. Investire vuol anche dire aggiornamento dei docenti e dei metodi di istruzione. Per ora abbiamo fatto passi solo nel senso affaristico della cosa. Immaginatevi a livello universitario l'influenza che avra' l'ingerenza privata nella gestione...io metto i fondi e io decido libri di testo, magari di che editore, decido gli indirizzi da seguire e quelli da scartare.
Cosa c'è oltre l'estrema sinistra...non mi dire che sei stato in un campo di addestramento degli Khmerr rossi!!! /emoticons/biggrin@2x.png 2x" width="20" height="20">
Soprattutto guadagnando la metà (se non di meno) di un insegnante teutonico... http://retedocentiprecaribari.netsons.org/wp-content/uploads/2010/09/Rapporto-OCSE-2010-sulla-EDUCAZIONE.pdf Ora, se vedete a pagina 387, c'è una spiegazione, e a 402, un'amara constatazione.
quoto, tutti a parlare di libero mercato, ma poi tutti a cercare i finanziamenti pubblici, a cercare la mammella statale da cui succhiare.
ci sono scuole private la cui retta annuale costa magari 10.000 euro, e lo stato per garantire la liberta' di istruzione magari ne finanzia 1.000, cosi' il benestante ne risparmia 1.000 mentre l'operaio ne deve aggiungere 9.000, che non ha.