Brunetta e' un incapace che ha solo alzato la voce con provevdimenti che si sono rivelati davvero delle pirlate sostnute solo da alcuni resoconti iniziali opportunamente stesi. Il problema non sono i dipendenti pubblici in se e per se ma la schiera di megadirettori inutili che non viene mai toccata. (ANSA) - TRIESTE, 12 GIU - Renato Brunetta, che ha annunciato battaglia contro i fannulloni nella P.A, e' stato tra gli europarlamentari italiani piu' assenteisti. Lo sottolinea il Piccolo di Trieste, che cita il sito web radicale 'Fai notizia', secondo cui il ministro si piazza al 611/mo posto come presenze tra gli europarlamentari, con una percentuale del 48,21%. e ancora.... Albina Perri - Col mestiere di ministro si guadagna una fesseria. Già lo si sapeva, ma ne abbiamo avuto conferma aprendo il sito di Renato Brunetta, www.innovazionepa.it. Il più amato dagli italiani, infatti, dopo aver messo sulla piazza virtuale gli stipendi di tutti i suoi pubblici dipendenti, ha deciso di comunicarci anche il suo. Ecco fatto: 46.113,60 euro annui lordi, come da Dpr 748/1070, che fanno 3.842 euro al mese. Per chi deve governare l'Italia, e non la fabbrichetta di San Zenone al Lambro, non è poi tanto. Il ministro, però, onestamente ce la dice tutta. Non è la sua unica entrata, quella. Brunetta, infatti, non ha mollato la poltrona da parlamentare, insieme con Bondi e con Sacconi, e quindi lui è un dipendente pubblico dal doppio incarico. Proprio come quelli che ha definito una “palla al piede” e a cui ha dichiarato guerra a inizio mandato. Così Brunetta ci spiega il suo stipendio bis, quello da Parlamentare: «La prima voce è l'indennità, quella che nel linguaggio comune è definita “stipendio”, seguono la diaria e i rimborsi: per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, per le spese accessorie di viaggio, per i viaggi all'estero e per le spese telefoniche. Completano la scheda le voci sull'assegno di fine mandato, le prestazioni previdenziali e sanitarie e sui trasporti». L'indennità ammonta a 5.486,58 euro al mese. La diaria a 4.003,11 euro al mese. La somma viene ridotta di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato da quelle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni con il procedimento elettronico. Il rimborso a forfait per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori è di 4.190 euro al mese. E a tutto questo tocca aggiungere anche le telefonate e i rimborsi viaggio. Se poi si pensa che Brunetta è pure professore Ordinario di Economia del Lavoro presso l'Università romana di Tor Vergata, e che dal 1999 al 2008 è stato parlamentare europeo, con la pensione e le indennità che ne conseguono, ecco che il pubblico emolumento del ministro prende la forma di un bel gruzzolo. «Il Paese non ne può più di una amministrazione pubblica opaca», aveva detto il ministro qualche tempo fa, lanciando la sua campagna moralizzatrice. «Io voglio considerare la pubblica amministrazione come le società quotate, in cui gli azionisti sono i cittadini, quei sessanta e oltre milioni di italiani chiamati a fare i cani da guardia». E via con le restrizioni: chi ha un impiego pubblico non può averne un altro, altrimenti truffa lo Stato. Adesso il doppio incarico di Brunetta è nero su bianco su Internet. Lo stipendio da ministro sarà una miseria, d'accordo, ma quello da “ministro più parlamentare” fa di Brunetta uno che predica bene. Berlusconi, prima delle elezioni, aveva promesso che nessuno dei suoi ministri avrebbe tenuto due poltrone. E ora, come la mettiamo? e ancora se non siete sazi: http://regalbuto.wordpress.com/2008/07/26/brunetta-assenteista-a-chi/ come sempre e' l'apparire che conta, poi si razzola male come sempre... Cmq a parte il ministro in se. le intenzioni potevano essere buone ma il modo e i risultati sono stati disattesi come previsto da molti.
Esatto, Venezia vive di amministrazione pubblica e di dipendenti pubblici. Probabilmente se non votasse Mestre le cose sarebbero andate diversamente. La cosa più buffa è che l'attuale sindaco, in forza al PD, è uno dei più ricchi di Venezia nonchè trafficone e faccendiere. Persona quanto meno ipocrita.
Ieri parlavo con una amica che aveva fatto un concorso per insegnare alle scuole superiori (laureata in Fisica con il massimo dei voti e ricercatrice presso una università milanese). Era nelle prime posizioni e a breve avrebbe dovuto essere chiamata: hanno congelato tutto per un tot di anni. Gli alunni stanno aumentando ma i professori stanno diminuendo, portando come conseguenza l'aumento della numerosità media di alunni per classe, con difficoltà a seguire tutti e con calo della qualità. Per contro, a fronte di questi tagli ingenti alla scuola pubblica, si sono finanziate le scuole private, cattoliche o meno. Ecco, questo è veramente doloroso, per gli interessi economici di 4 amici si sfascia la scuola pubblica, ipotecando il futuro, perchè i bambini di oggi saranno gli uomini di domani.
E perchè, invece di cercare di sistemarsi nel pubblico, non invia il suo curriculum a società private, anche estere? Da qualche parte leggevo proprio come la maggior parte dei laureati cerca di rivendicare un qualche diritto di sorta per entrare automaticamente nelle scuole. Ma dove 'sta scritto?
Sta già collaborando con 2 società private, con contratti di collaborazione. Continuerebbe a farlo, sostituirebbe il lavoro all'Università con l'insegnamento nelle scuole superiori. QUesti sono affari suoi, il punto che volevo evidenziare era un altro: una persona come lei innalzerebbe la qualità dell'insegnamento nelle scuole superiori, ovvero sarebbe un ottimo affare per tutti noi cittadini. Tanto più che le scuole sono sottoroganico e lo saranno sempre di più nei prossimi anni. Nulla in contrario alle scuole private, semplicemente chi vuole andare dovrebbe pagarsele per intero, assurdo che si sfasci la scuola pubblica per finanziare quella privata.
Dico anche una cosa: uno come sceglie la facoltà a cui iscriversi? Se persona benestante che lo fa esclusivamente per cultura personale può anche laurearsi in filosofia. Diversamente, se l'università è un viatico per la professione bisogna anche essere cinici e realisti.
Questo a prescindere, l'ho fatto anche io nel mio piccolo. Il punto è: cosa centrano queste affermazioni usate per giustificare lo sfascio della scuola pubblica?
Non è mica detto che, con rispetto parlando, la tua amica essendo stata un'ottima allieva, sia automaticamente un'ottima insegnante. Inoltre prima affermi che fa la ricercatrice universitaria e adesso che ha anche due "collaborazioni" con società private. Beh, tanto messa male non mi pare... :wink: Anche perchè farebbe l'insegnante mantenendo attive le collaborazioni private: nessun ipotetico conflitto? Boh...
Hai capito male lo spirtio del mio intervento: dove avrei affermato che sarebbe messa male? A essere messa male, molto male, è la scuola pubblica, e tutti quei poveri disperati, come il sottoscritto, che ci credono ancora.
No, perchè non assumono nuovi docenti che ne hanno il diritto e dei quali la scuola ha urgente bisogno.
C'entra che uno dice: perchè la scuola non assume? Bisogna decidere se la scuola se lo può permettere oppure no. O meglio: la scuola deve offrire opportunità di lavoro perchè gli vengono assimilati fini filantropici oppure devve essere efficente e non un peso per i cittadini italiani? E' come i sindacati che pretendono chissà cosa ma non si fanno la fatidica domanda: l'azienda ci guadagna o ci rimette con un contratto del genere?:wink: Quindi la morale è: posso pretendere che la scuola assuma "solo" perchè sono una persona capace? Se io avessi bisogno di un farmacista non ne assumerei due solo perchè ne trovo di particolarmente abili. Mi dispiace per lescluso ma se i conti non mi tornano non ne posso assumere due.
Ragioni come se la scuola pubblica fosse una società per azioni, mentre è un servizio pubblico primario, sulla base del quale dipende il futuro del nostro paese. Che debba essere gestita in maniera efficiente è fuori discussione, ma è ancora più importante che dia un servizio di qualità. Se gli insegnanti sono sempre meno e gli alunni crescono, costringendo a classi numerosissime, dove è la qualità? E soprattutto, se non ha soldi per la scuola pubblica, che senso ha che mi finanzi la scuola privata? Siamo fuori da ogni logica IMHO.