Ok, ma cercavo di capire se c'erano dichiarazioni pubbliche in proposito. Barbareschi era una dei fondatori di FLI e uno dei più attivi, fatico a credere che possa aver cambiato completamente posizione solo dopo un colloquio con il premier. Non credo sia una questione politica.
riporto dal blog di Travaglio: ........................... Dal 1980 al ’92 si susseguirono i premier Cossiga, Forlani, Spadolini, Fanfani, Craxi, Goria, De Mita, Andreotti, Amato: 6 Dc, 2 Psi, 1 Pri, nessun comunista (il Pci era all’opposizione). È grazie a loro se, in quei 12 anni, il debito pubblico passò dal 60 al 118% del Pil. Consociativismo? L’aumento più vertiginoso si registrò nei quattro anni di Craxi (1983-’87: da 456 a 890.000 miliardi di lire). Di cui B. era amico, finanziatore ed elettore. E chi erano i consiglieri economici di Craxi negli anni in cui il debito raddoppiava? Tremonti, Siniscalco, Brunetta e Sacconi. B. li ha promossi tutti e quattro ministri.
la sua società, Casanova, propone in questi giorni alla Rai due fiction per complessivi 14 milioni di euro.
eh beh ma si sa che la storia puo' diventare opinione e se la pensi diversamente e cerchi fatti oggettivi sei un bel bolscevico sovversivo che ce l'ha con l'unot del signore o eletto dal popolo... Il principio base del pdl e' la meritocrazia.....Minetti, Zanicchi....e per l'Europa vi ricordate i nomi scelti allora e poi depurati per il casotto che venne fuori?..cito "Tra le partecipanti erano presenti attrici e personalità televisive come Angela Sozio, già concorrente della terza edizione del Grande Fratello, Barbara Matera, ex annunciatrice Rai , Camilla Ferranti, interprete di Incantesimo e Eleonora Gaggioli, attrice in molte fiction televisive. Silvio da sempre ha cercato di circondarsi di persone politicamente inerti che potessero prestare solo la loro immagine....belle donne, volti noti, tanti ex dipendenti, fidanzate dei figli degli amici....eh si la meritocrazia e' la base di tutto!
l'amico di Silvio e' un puritano!!! Scandalo nel partito Russia Unita, guidato dal primo ministro russo Vladimir Putin. Anastasia Volochkova, la bella e vistosa ex ballerina del Bolshoi spesso agli onori delle cronache per i suoi comportamenti stravaganti, ha posato nuda per un fotografo ed è stata cacciata dal partito, a cui era iscritta dal 2003. Già candidata all'ambita carica di sindaco di Soci, la città balneare sul Mar Nero che ospiterà le Olimpiadi invernali del 2014, la bionda Anastasia, 35 anni, si è fatta fotografare su una spiaggia delle Maldive e le immagini sono finite su internet, mandando su tutte le furie il partito, che però, a quanto pare non vedeva l'ora di liberarsi di lei. " Cmq non ci dimentichiamo del "mignottaio!"... "Un'altra notte con Silvio mi viene il vomito a pensarci" Le confidenze di Barbara Faggioli a Nicole Minetti dopo l'invito ad Arcore del 23 ottobre scorso di EMILIO RANDACIO MILANO - Anche le più assidue frequentatrici del Bunga bunga, spesso, fanno trapelare disgusto per le dinamiche delle serate ad Arcore. Il 23 ottobre, al telefono l'onnipresente Barbara Faggioli confida a Nicole Minetti di non essere per nulla alettata da una nuova serata con il premier. "Minchia... - sospira Barbara - No, io no, non ce la faccio". "No?", le chiede Nicole. "No, zero, proprio non c'ho voglia - risponde l'altra - Mi viene il vomito a pensarci oggi. Giuro". L'igienista dentale, via cavo, parla anche del suo fidanzato, Simone, e dell'atteggiamento che ha sugli inviti a corte. "Perché Simone ha tanti difetti, ma ha anche tanti pregi - dice Nicole all'amica Barbara l'11 gennaio scorso - e ha un pregio in questa situazione, sì, è geloso marcio per ovvi motivi però dall'altra parte sa vedere le cose in maniera obiettiva". Il 23 settembre la consigliera regionale Nicole Minetti al telefono riceve la confidenza di Barbara Faggioli sul comportamento del presidente del Consiglio: "L'altra volta mi guarda e mi dice: ti voglio bene veramente. Si però..... quante volte siamo state rifiutate da lui?.. . cioè stai scherzando? Ma a una persona che gli vuoi bene,. .. metti le cose in chiaro. E non è quando ti va.... e quando non ti va non c'è... a me fa anche un po' schifo questo lato. Capito?". Il 24 ottobre ancora la Minetti al telefono tradisce nervosismo. "Cioè dai che palle *****... - dice rivolgendosi a Marystelle Polanco - non
morissero tutti i politici sarebbe un mondo migliore È vero o no che siamo seduti su una bomba da 1.870 miliardi (il debito pubblico, pari a circa il 120% del prodotto interno lordo) che ci impedisce di crescere, taglia le gambe alle nuove generazioni e condiziona pesantemente la posizione dell'Italia in Europa? È vero. Dunque, senza troppo arzigogolare sulle ragioni storiche che ne hanno innescato la miccia, facciamoci coraggio. Un bel taglio secco, da centinaia di miliardi (900, 600 o anche meno, a seconda delle proposte, in modo da avvicinarsi quanto più possibile a quota 60% in rapporto al prodotto interno lordo come da parametro di Maastricht) e ci togliamo dai guai. In Italia e in Europa. OAS_RICH('VideoBox_180x150'); Naturalmente non si tratta di un terrorizzante, quanto impensabile, piano di rientro dal lato della spesa pubblica che ammonta ad oltre il 52% del Pil. No, la manovra sarebbe dal lato opposto, quello delle entrate. Sul tavolo verrebbe calato il super-jolly, la famosa patrimoniale, cioè una tassa che colpisce non il reddito ma il valore del patrimonio (la casa, ad esempio) o un jolly semplice come un prelievo straordinario sui conti degli italiani. Gli italiani - formidabili e accorti risparmiatori - ne hanno già una qualche esperienza: nel 1992, in piena crisi sistemica, l'allora governo Amato intervenne sui depositi e conti correnti bancari mentre qualche anno dopo, per favorire l'entrata dell'Italia nella moneta unica, fu il governo Prodi a varare l'euro-tassa. Variano oggi le ipotesi tecniche (a cominciare dai professori Giuliano Amato proprio dalla sua column sul Sole 24 Ore e Pellegrino Capaldo), variano le proposte politiche (a partire da quella di Walter Veltroni) ma la sostanza e la posta in gioco sono chiare. Mentre le grandi riforme ristagnano o avanzano col contagocce si propone di spingere sull'acceleratore del fisco, quello che può darci risultati importanti in tempi brevi rovistando nel pentolone dove si è sedimentato, a vario titolo, il tesoro degli italiani. Difficile, se non impossibile, adattarsi all'idea che questa sia la strada giusta. Intanto perché di fisco sono già ricolmi i pensieri e le tasche dei cittadini, in particolare quelli che le tasse le pagano, e tenuto conto (se non si vuol far finta di nulla) che solo l'1% dei contribuenti dichiara un reddito sopra i 100mila euro di reddito. Vale la pena ricordare anche che il livello della pressione fiscale (43,3% ufficiale su un Pil che ricomprende il 15-20% di prodotto nero che si sottrae alle imposte) è già a livelli record europei e mondiali e che ci sono imprese, su cui grava l'odiosa tassa sul lavoro Irap, che pagano anche oltre il 50%, 25 punti in più delle aziende concorrenti europee. Più fisco, da qualunque parte lo si voglia afferrare (eccetto la lotta all'evasione fiscale), è un messaggio sbagliato. In termini di assetto del sistema che si presenta da svecchiare radicalmente e, nonostante gli sforzi costanti e positivi dell'amministrazione, non ancora "amico" dei cittadini. E in termini di pressione tributaria complessiva, come dimostra il faticoso cammino del federalismo tra compromessi e manovre strumentali. È fondata la preoccupazione che su questo terreno cruciale per la responsabilizzazione dell'intero sistema si prospetti, al contrario di quanto scritto nella legge delega del 2009, un aumento della pressione fiscale. Mentre sarebbe clamorosa l'eventualità che proprio nella partita federalista si affacciassero di fatto nuove mini-patrimoniali. Quanto alla risparmiosa ricchezza privata degli italiani (punto di forza nella crisi che ha scatenato altrove l'avvitamento dei debiti privati) è inevitabile l'accostamento al bene-casa. I dati della Banca d'Italia indicano che il valore delle attività reali è costituito in larghissima parte dalle abitazioni, qualcosa che in termini assoluti significa 4.800 miliardi (circa il triplo del debito pubblico) che vale circa 200mila euro per famiglia. Gli italiani sono come è noto un popolo di possessori di case per le quali non hanno esitato e non esitano ad indebitarsi. Inevitabile che su questo terreno si concentrino di volta in volta le attenzioni di chi punta ad estrarne, per via fiscale, una fetta di valore e di chi al contrario (l'abolizione totale dell'Ici sulle prime case è stato il primo atto del governo Berlusconi) ne ha fatto un banco di prova in chiave anti-tasse. Si può immaginare lo sconcerto popolare che deriverebbe dal dover pagare migliaia di euro sulla casa per la quale si è contratto già un debito. Non è un caso che Berlusconi, dopo la lievitazione del chiacchericcio nel campo dell'opposizione politica (e culturale) su patrimoniale e prelievi straordinari, abbia rialzato la bandiera del no contro lo "stato rapace". Sì, ma il debito pubblico? Grazie ad una politica accorta negli ultimi due anni è stata contenuta con successo la sua dilatazione ma di certo con l'aumento delle tasse, guardando al quindicennio passato di bassa o bassissima crescita, non l'abbiamo tagliato davvero. E nessuno, ragionevolmente, ha la garanzia che non tornerebbe a crescere anche dopo un colpo secco da centinaia di miliardi, visto che la spesa pubblica ha continuato a correre. Chi osserva che si potrebbe provare ad invertire la marcia coglie forse nel segno. Meno tasse, programma straordinario (questo sì) di vendita dell'attivo patrimoniale pubblico, in particolare quello immobiliare, lotta rigorosa contro l'evasione fiscale, liberalizzazioni, taglio della spesa. Insomma più crescita, col rapporto tra debito e Pil che cambia sotto, dal lato del denominatore, proprio facendo leva su una riduzione del carico fiscale. La patrimoniale o chi per essa potremmo così lasciarla, utilmente, a sonnecchiare nei cassetti.
Un articolo interessante sulla tattiche del cavaliere....mentire e sorridere! Il vestito nuovo del mentitore di GIUSEPPE D'AVANZO SE si possono chiamare le cose col loro nome, si deve dire che il mondo del Cavaliere lo si rintraccia in un paio di righe di Una sporca storia di Eric Ambler. In quel libro c'è un personaggio - Arthur Abdel Simpson - che ricorda i consigli che da bambino ha ricevuto dal padre: "Uno dei suoi primi insegnamenti fu: mai dire una bugia se puoi cavartela a forza di stronzate". Le cose devono essere andate più o meno così tra Berlusconi e Giuliano Ferrara, il consigliere più ascoltato (oggi e prima che gli impulsi aggressivi del capo del governo riattizzino il suo permanente conflitto con la democrazia). Dunque, denudato da una scena che lo scopre, frastornato, in preda a una disperatissima compulsività sessuale nelle mani di un ingordo serraglio di zambraccole e ruffiani, ricattabile, incapace di assolvere a suoi doveri pubblici, indifferente a ogni responsabilità e decoro istituzionali, il Sultano si avvoltola nelle bugie fino a strozzarsi, sgomento per quel che si può sapere della sua malinconica vita o addirittura mostrare per immagini. Per giorni mente a gola piena. Ruby? So chi è, l'ho vista soltanto un paio di volte. No, non mi disse che era minorenne. No, non ho mai pagato per una donna. Perché avrei dovuto, ho una relazione stabile, ho una fidanzata, io. Sì, è vero, aiuto molte giovani donne perché sono generoso e non chiedo mai nulla in cambio. Non sono mai fuggito dai magistrati, mai, mai, mai, mai. Il direttore de Il Foglio non fa altro che ricordare al
Caso Ruby: "Facciamo cappotto...". "Se continua così, la prossima volta facciamo cappotto...". il presidente del Consiglio ha gioito per il voto positivo per l'esecutivo ottenuto alla Camera sulla richiesta per il caso Ruby. E, nel merito, avrebbe assicurato di non aver mai avuto colloqui diretti con la ragazza: "E' solo una ragazza che mi è stata segnalata, nulla di più". Colloqui e incontri diretti che invece sarebbero testimoniati dai tabulati dell'inchiesta di Milano. "Il fatto è - ha concluso - che sono uno generoso, se qualcuno mi dice che non può comprare una macchina io la regalo. Di solito regalo mini Cooper...". Torna Forza Italia? Il nuovo partito di Silvio Berlusconi si dovrebbe chiamare Forza Italia. Secondo quanto viene riferito dalla cena è stato lo stesso Cavaliere a dirlo, sottolineando che ora si tratta di "convincere gli ex An". Cribbio Silvio almeno regala una macchina Italiana con questa crisi....ma quanto sara' generoso quest'uomo. Guarda dovremmo conservarcelo, io proporrei l'imbalsamazione.........adesso!
vertice a Bruxelles: Berlusconi ne ha approfittato anche per parlare dell’Egitto: ”Mi auguro che si possa avere continuità di governo” nella transizione, “Mubarak ha già annunciato che nè lui nè i suoi figli si presenteranno alle elezioni”.”Confido e credo – ha continuato il premier italiano – che tutti gli occidentali pensino la stessa cosa che ci possa essere in Egitto una transizione ad un sistema più democratico senza rotture con un presidente come Mubarak che da tutto l’occidente, Stati Uniti in testa, è stato sempre considerato l’uomo più saggio e un punto di riferimento preciso per tutto il Medio Oriente”. Mubarak si sta gia' strizzando gli zebedei.
Ho provato a darti una rep per il titolo del tuo messaggio, ma ancora non posso /emoticons/wink@2x.png 2x" width="20" height="20">
da Il Fatto Quotidiano Ma questi non si sono accorti che col federalismo il nord diventa ancora più ricco? Mah
Il pentito Gaspare Spatuzza: "Chiedo perdono a Firenze" 04/02/2011 11.00.00 di Redazione Firenze. L'attentato mafioso di via dei Georgofili Gaspare, avvenuta il 27 maggio del '93, costò la vita a cinque persone e causò numerosi feriti; danneggiando anche i palazzi vicini e la Galleria degli Uffizi. Il pentito di mafia Gaspare Spatuzza, condannato per le stragi del 1993 e del 1994, ieri ha rilasciato una dichiarazione spontanea durante il processo in corso nell'aula bunker di Firenze a carico di Francesco Tagliavia: "Nel maggio 1993 sono arrivato a Firenze da terrorista. Il nostro obiettivo era di colpirla nel cuore e ci siamo riusciti. Oggi, dopo diciassette anni vengo come collaboratore di giustizia, pentito, e chiedo perdono. Un perdono che può non essere accettato, può essere strumentalizzato, ma dovevo farlo". Nell'aula bunker fiorentina, Spatuzza ha poi raccontato che i boss di Cosa Nostra decisero di organizzare l'attentato di Firenze durante una riunione che si svolse in una villa di Santa Flavia, vicino a Palermo e che in precedenza gli stessi boss avevano compiuto dei sopralluoghi nel capoluogo toscano."L'obiettivo iniziale per Firenze era diverso da quello che è stato poi colpito - ha sottolineato il pentito di mafia - un monumento importante ma non so quale". "A Campofelice nel 1993 - ha poi proseguito Spatuzza - ci incontrammo con Giuseppe Graviano, era gioioso, mi disse che avevamo ottenuto tutto, grazie alla serietà di queste persone, che non erano quei quattro socialisti che ci avevano tradito nell'88. Li menzionò, mi parlò di Silvio Berlusconi. Io chiesi conferma se era quel Berlusconi di Canale 5, e lui me lo confermò, e mi disse che c'era di mezzo anche un nostro compaesano, Marcello Dell'Utri, e che avevano chiuso tutto. Graviano ci disse che avevamo il Paese nelle mani, con questa trattativa con Berlusconi e Dell'Utri". Ognuno pensi quel che vuole io riporto solo per i nostri occhi.