è il solo motivo per cui non riesco a concordare con Costantino che prevede la fine di b. Ferrara è una divinità nello scenario politico attuale.
Non c'è nulla da fare, finchè B sarà circondato dal meglio che gli € possono comprare sulla piazza non ce ne sarà per nessun altro IMHO
E ti quoto anche qui. Del resto in questi giorni assistiamo alla dimostrazione dell'influenza estera su determinati assetti di potere locali.
....meglio illudersi di non dover pagare tasse oggi per trovarsi falliti domani o meglio sentirsi dire sinceramente che bisogna con tutta probabilita' frugarsi un minimo in tasca adesso per non dover vendere la nonna domani? Silvio fa dei proclami senza alcun seguito il prorpio modus operandi elettorale....la sinistra pecca di sincerita'....devono imparare a prenderci per i fondelli anche loro se vogliono vincere le elezioni.
Allora io rilancio l'altra . Alla fine in effetti in una discussione da salotto qualche diversione quantificabile con 2-3 discorsi paralleli (legati da linea comune di tematica) ci sta bene... Vi illustro un esempio per delineare il mio giudizio sulla questione precedente: C'è chi si iscrive a Corsi di Laurea, specialmente afferenti alle Facoltà di Lettere e Filosofia, pensando che il successo in questi studi gli conferisca automaticamente il diritto di essere assunto (dallo Stato, ovviamente). Se io mi sono laureato in Lettere, è naturale che devo fare l'insegnante, quindi mi dovete assumere. Io ho fatto il mio dovere, mi sono laureato, ora ho diritto a un lavoro, perché lo Stato ha questo compito. Chi l'ha detto? Chi l'ha detto che solo perché laureato tu hai diritto a qualsivoglia cosa? La laurea al massimo ti abilità, ti pone in vantaggio, ma non dà diritto ad alcunché. E soprattutto, chi l'ha detto che la scuola statale ha il compito di silos-parcheggio per i laureati in Lettere? Da qui un'ulteriore considerazione: perché ciò che (di rado, molto di rado) viene detto alle sessioni di Laurea, non lo si dice già dalla prima lezione del primo semestre del primo anno? Signori, voi vi siete iscritti a questo corso. È una vostra scelta, ma spero non sia dettata solo dalla passione perché con la passione non si paga né l'affitto né il mutuo, e gli sbocchi lavorativi per questo corso in mansioni qualificanti rispetto al titolo con cui questo si esaurisce sono saturi. Su questo topic i più vecchi si lamentano dei giovani riferendosi, in modo più che condivisibile e giusto, alla loro mancanza di responsabilità. Ma, signori, ora ditemi, quanti professori avranno mai fatto questo discorso ai loro allievi? Quanti fra "voi" hanno quindi modo di avvantaggiarsi dal difetto di responsabilità di questa gioventù? E quanti giovani potrebbero essere salvati da professori e genitori più responsabili in questo modo, presentandoli semplicemente la vita così com'è, amara, e senza zucchero aggiunto? Perché poi si sa, nella vita si può sempre fallire, ma anche nel fallimento bisogna assumersi la responsabilità. La responsabilità di non andare in piazza a manifestare sotto Palazzo Chigi, perché se sei un fallito non è colpa di Berlusconi, come qualcuno, ancora più irresponsabile di te (se di irresponsabilità si tratta, e non ne sarei convinto), vorrebbe farti credere. Perché poi, signori, si sa. Se sei un fallito, come per ogni cosa, è colpa di Berlusconi. Da qui la visione della sinistra della Scuola come ammortizzatore sociale, e non più come servizio di educazione: diventa ammortizzatore per i laureati e manca di offrire il suo servizio primario ad un livello qualitativamente alto compatibile con i costi della sua gestione. (Qui vi è un segnale di quella che è la divergenza fra la visione di destra e quella di sinistra, in un periodo in cui l'appartenza politica è sempre più frutto di preconcetti e non di giudizi di pensiero.) Conclusione: ma ci rendiamo conto che assistiamo a manifestazioni di piazza (ex girotondi) in cui mandrie di laureati protestano in merito al fatto che, avendo a loro avviso i titoli, non vengono assunti dallo Stato (e sottolineo, perché per la sinistra il compito dello Stato è dare lavoro a questi personaggi) per mansione inerenti i loro titoli? E ci rendiamo conto che c'è chi li sostiene in questo delirio di onnipotenza del diritto acquisito disceso dal Cielo di essere assunti solo perché laureati? E ci rendiamo conto che c'è chi vorrebbe votare questi figuri proprio in virtù di questo?
C'è modo e modo di mettere le mani in tasca agli italiani per far fronte al debito pubblico. Se secondo te un'imposta di 30.000€ trasversale pagabile in due rate annuali è un'idea praticabile ho idea che i nostri punti di vista siano parecchio distanti. Personalmente se il nostro debito pubblico non va bene all'Europa che si fotta l'Europa piuttosto che salassarci noi italiani. Tanto Tremonti ha venduto tanto di quel debito pubblico ai paesi dell'unione che col piffero ci lasceranno fallire mai, basta tener botta sull'essere contrari ad una patrimoniale e la soluzione, come dicevano i latini col loro "in medio stat virtus", si troverà esattamente in mezzo
.........Ma delle due proposte la più bislacca è venuta da Amato. Lui crede che sia possibile ricavare 600 miliardi facendo pagare a un terzo dei contribuenti, quelli più ricchi, una tassa una tantum di 30mila euro netti in un biennio. Amato non deve essere un drago in matematica, perché per fare 600 miliardi con 30mila euro bisogna avere 20 milioni di cittadini tassati. E venti milioni di cittadini tassabili per 15mila euro netti all'anno l'Italia semplicemente non li ha. Amato confonde i contribuenti, che sono 41,2 milioni con i cittadini italiani che sono 60 milioni (lattanti e nullatenenti compresi). E poi mostra di conoscere assai poco il reddito dichiarato dai contribuenti. Sono 14 milioni gli italiani che dichiarano da 15mila euro lordi all'anno in su, e solo 2,9 milioni quelli che dichiarano al fisco più di 40mila euro lordi: cifra minima da avere in tasca per portare alla patria 15mila euro netti di oro all'anno. Impraticabile. Se ne è accorto lo stesso ex premier che successivamente ha spiegato di volere chiedere quello sforzo solo a chi dichiarava più di 100 mila euro all'anno. Anche qui però servirebbero i numeri. In tutto sono 398.125 i contribuenti che dichiarano di incassare almeno 100mila euro lordi all'anno. Se si chiedesse a loro 30mila euro in due anni si otterrebbero 11,9 miliardi di euro e non i 600 necessari ad abbattere il debito pubblico. Per fare quella somma bisognerebbe chiedere a ciascuno di loro 1,5 milioni di euro. Che non hanno, e quindi non potrebbero pagare. Dibattito chiuso alla prima verifica con la calcolatrice, in un paese normale. Ma l'Italia paese normale non è, e quindi ci si accapiglia e perfino ci si appassiona su una sciocchezza del genere. Franco Bechis
Concordo pienamente. I parametri UE sono un traguardo auspicabile nella misura in cui permettono di sopravvivere, diversamente diventano un incubo.
:wink: ed è così che dobbiamo rispondere a questi signori /emoticons/biggrin@2x.png 2x" width="20" height="20">
Oltre al fatto che l'idea di Amato in sé sarebbe impraticabile anche per chi rientra in redditi cosiddetti "alti" (over 75,000), in quanto voglio vedere da dove escono i soldi se uno: -) non ha risparmi perché ha dato l'anticipo per la casa; -) non ha possibilità economiche perché paga già il 50% del suo stipendio netto alla banca per il mutuo; -) ha altri debiti sparsi (macchina, elettrodomestici, findomestic, badante per la nonna bisbetica); -) ha 1 o più figli, magari obesi; -) giustamente la sera a casa ha fame e deve nutrirsi, sia pur colle bietole al vapore; -) la moglie non è di cotanta avvenenza da pensare all'antico secondo lavoro. P.S.: Non pensate, è situazione questa abbastanza comune fra i cosiddetti "over 75,000".
Infatti. Considero Tremonti una persona intelligente quindi spero di poter escludere che abbia venduto tutto quel debito pubblico ai paesi membri sventolando loro davanti la carota dei tassi di interesse elevati per non nascondergli poi il bubbone che erano fette di debito che non solo si dovevano tenere a vita o giù di lì ma che di fatto avrebbero impedito il default dell'Italia e/o manovre correttive Kamikaze (come quella prospettata da Amato) per ridurre il debito stesso. Lo scorpione e la rana
Intanto quei parametri valgono poco giacché al momento della loro verifica i soloni di Bruxelles hanno chiuso entrambi gli occhi e non li hanno applicati (altrimenti col piffero che partecipavamo all'unione monetaria). Seconda cosa, la crisi monetaria che ha investito recentemente alcuni paesi europei dimostra che nessuno al consiglio europeo è disponibile a verificarli in maniera rigida perché le economie sono troppo correlate per non avere ripercussioni anche in casa propria (Germania docet).