Costantino non sono molto d'accordo: la lettera di Berlusconi di stamattina secondo me dice molto ed offre spunti molto interessanti. Tanto per cominciare il Cav. passa la palla all'opposizione in ordine alla governabilità del Paese, nel senso di dichiararsi disponibile a collaborare sui temi "caldi". Non bisogna essere veggenti per capire che si "legge" anche in altro modo, cioè come programma elettorale. Ilvio ha detto, in sostanza "vedete cari, se vi sta bene mi sostenete un po' e si fa qualcosa, altrimenti si va a votare ma tenete presente che io alla patrimoniale non ci penso nemmeno, mentre voi sì, e alla gente non piace"
mi dici che scheletri ha nell'armadio un bersani o un vendola (tanto per citarne un paio)? bè, quello che hai capito tu, vale lo stesso per i berlusconiani, che lo votano perchè non c'è niente di meglio. ma, dimmi un pò, dopo 15 anni di governo, con ben pochi risultati, anzi, direi quasi nessuno di quelli che ha promesso ad ogni tornata elettorale, perchè non provare a cambiare? qualcuno è arrivato a dire che se adesso c'era prodi, saremmo come la grecia; quindi chi sostiene il berlusca, sà per certo che chiunque altro farebbe peggio? e che avete, la sfera di cristallo?
Che tale apertura arrivi quando i sondaggi lo danno in crollo verticale e improvvisamente come unica forza politica contraria alle elezioni non ti dice proprio nulla?
Purtroppo devo andare, altrimenti mi piacerebbe confrontarmi con te sulla lettera del cav. /emoticons/wink@2x.png 2x" width="20" height="20">
Mi dice, certo che mi dice. Mi dice anche che non credo che l'opposizione voglia le elezioni: troppo difficile la situazione attuale, con conseguente impossibilità di fare promesse attrattive all'elettorato. L'unica novità della sinistra è la proposta di tassa patrimoniale che, permettimelo, a fronte di un dubbio effetto sui conti pubblici, prefigura conseguenze certe e poco gradevoli sulle tasche degli italiani -tutti gli italiani, che l'80% della popolazione ha casa di proprietà-. Con un "programma" così, quanti voti pensi che raccolgano? 3? Imho la richiesta di elezioni dell'opposizione è tutta una commedia.
ma sopratutto la Lega gli ha fatto capire che o la smette di fare muoia Sansone con tutii i Filistei rischiando di mandare a quel paese la riforma federale oppure mandano lui a quel paese.
A me personalmente dice che se davvero continua a restarsene in disparte, a frequentare meno troiette, ad ascoltare i consigli di chi è preoccupato per la situazione del Paese e non dei vari Fede e Mora, ad aprire il confronto politico coinvolgendo il parlamento e l'opposizione per concordare e attuare le riforme necessarie, a scrivere anzichè telefonare, a fare meno cenette e festini è più confronti politici nelle sedi istituzionali, potremo forse ancora salvarci. Ovviamente se alle parole, questa volta seguono anche i fatti e nella convinzione che comunque dovrà starsene a casa, quando si voterà.
guarda che e' Silvio che ha chiesto al Pd di collaborare per le riforme economiche, mi sai dire perche' lo ha fatto? e guarda caso dopo che ieri tutte, e dico tutte, le opposizioni hanno dichiarato di preferire andare a votare pur di non stare a galleggiare. coincidenze? per me la Lega gli ha consigliato di abbasse i toni, e come si dice, si tratta di un consiglio che non si puo' rifiutare.
Concordo che la Lega avrà avuto il suo peso in questo cambiamento. Ritengo, però, che il Pd, o quel che ne resta, abbia molta paura di andare davvero al Governo e che la richiesta di elezioni sia solo una finta.
lo credo per loro il federalismo e' questione di vita o di morte. non possono, dopo 8 anni negli ultimi 10 di governo, tornarsene a casa ancora con un nulla di fatto.
Volevo postare un articolo sulla conferenza di Davos, ma visto l'alto tasso di negazionismo in questo thread ho preferito soprassedere. Comunque se te posti della conferenza credo che tu abbia capito la criticità del momento. I sogni son desideri... A mio parere si. Anzi saranno costretti a farla. Lo spunto interessante è che è con l'acqua alla gola e tenta di salvarsi tendendo la mano a quelli del PD.
Prima di tutto specifico che mi iscrivo oggi, dopo vari ripensamenti, a questo thread, anche se so che non passerà molto tempo prima che me ne penta. Il problema è proprio questo. Nell'arco di 3 anni, in ambito economico-finanziario, l'opposizione (ed in particolare l'area PD) si è sempre astenuta dal proporre qualsivoglia proposta concreta (ricordiamo a tutti che i famosi emendamenti all'ultima finanziaria Tremonti erano ridicoli, perché erano tutti a debito e senza copertura, con parere contrario anche della Commissione Bilancio di entrambe le Aule su tutti i testi), e ricordiamo tutti anche la perla dell'aforisma tremontiano sulla possibilità e sulla preferibilità del progetto di Bersani. Una sola cosa venne proposta. La tassa sul lusso per i redditi superiori a 120,000 euro. Né su quale lusso né per finanziare cosa ancora ci è stato dato saperlo, ma tant'è. Vorrei ricordare che chi dichiara (e sono pochissimi a dichiararlo, beninteso, forse solo i dipendenti) quel reddito annuale lordo, già paga solo di IRPEF il 43%, più l'addizionale entrata in vigore sul reddito eccedente i 90,000. Poniamo allora l'esempio di un ipotetico signore che guadagna meno di 5,5k netto/mese, monoreddito, con mutuo della casa e 3 figli. Io non lo definirei ricco, lo definirei benestante, ma non di certo ricco (e qui il dubbio di quale lusso si vorrebbe tassare). Il secondo problema è analizzare i motivi per cui vada ulteriormente punito. Sicuramente il fatto che sia così masochista da dichiarare quel reddito sarebbe già un motivo, e se poi lo fa perché costretto (dipendente), sappiamo che sono le vacche più facili da mungere. E ora la sinistra con che proposta si vorrebbe presentare alle (ormai sappiamo tutti imminenti) elezioni? La patrimoniale. Abbassata immagino ad almeno 90,000 euro lordi/anno. C'è un altro topic in questa sezione in cui si chiede a coloro che alle politiche del 2008 hanno votato Pdl se lo rivoterebbero. Forse dovrebbero farsi prima due conti in tasca, visto che siamo su un forum di una Casa nella quale una berlina di classe premium/segmento D va sui 60,000 e segmento E supera abbondantemente i 70. E anche chi non guagagna queste cifre, dovrebbe seriamente pensare al vantaggio che ne trarrebbe dall'impoverire ulteriormente una classe come quella medio/alta che sempre più si avvicina alla medio/bassa, classe che dovrebbe essere promossa, perché in essa ritroviamo figure che potrebbero rilanciare gli investimenti, i consumi, il lavoro, la ricerca, la produttività. A sinistra si riempiono solo la bocca di queste parole, perché alla prova dei fatti è tutto un buco nero.
Questo è quello che avevo letto io tratto da la Repubblica. Davos, processo all'Italia "Marginale e in declino" Esplicito il timore che il Paese possa diventare la palla al piede dell'Eurozona: "Paralizzata da Berlusconi" dall'inviato FEDERICO RAMPINI DAVOS - Gli altri leader europei vengono qui per "dare la linea" al World Economic Forum. In 48 ore si succedono a Davos Nicolas Sarkozy, David Cameron, Angela Merkel: espongono una visione dell'Europa, le loro ricette per la ripresa, le strategie verso l'America e i paesi emergenti. All'Italia tocca un ruolo diverso a Davos: quello dell'imputata. Il campionario di dirigenti mondiali che si riunisce in questo summit - statisti, grandi imprenditori, opinion leader - riserva al nostro paese una sessione a porte chiuse. Intitolata "Italia, un caso speciale". La riunione viene presentata così dagli organizzatori nel documento introduttivo: "Malgrado la sua storia, il suo patrimonio culturale, la forza di alcuni settori della sua economia, il paese ha difficoltà di governance e un'influenza sproporzionatamente piccola sulla scena globale. Le sue prospettive economiche e sociali appaiono negative". A istruire il processo, l'establishment di Davos delega alcuni esperti e opinionisti autorevoli. Di fronte a loro, sul versante italiano, un parterre di imprenditori e banchieri. Nessun rappresentante di governo è all'appello: il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, pur presente a Davos, fissa una conferenza stampa altrove, nello stesso orario. Tocca a Michael Elliott, direttore del magazine Time, aprire il fuoco: "Contate molto meno di quel che dovreste nell'economia internazionale, i problemi del vostro governo vi precludono di svolgere il ruolo che vi spetta". Segue l'economista Nouriel Roubini, una star di Davos da quando nel 2007 fu l'unico a prevedere con precisione la crisi mondiale: "Di solito parlo solo di economia ma nel vostro caso il problema del governo è diventato grave, è una vera distrazione che v'impedisce di fare quello che dovreste. Siete di fronte ad accuse di una vera e propria prostituzione di Stato, orge con minorenni, ostruzione alla giustizia. Avete un serio problema di leadership che blocca le riforme necessarie". Roubini dà atto sia a Tremonti che a Mario Draghi di avere limitato i danni sul fronte della finanza pubblica e del sistema bancario. "Ma un contagio della sfiducia dei mercati è ancora possibile - aggiunge - perché il divario è enorme tra le riforme strutturali di cui avete bisogno, e ciò che è stato fatto". Un altro economista, Daniel Gros che dirige a Bruxelles il Centre for European Policy Studies, invita a non illudersi sul fatto che l'Italia possa a lungo sottrarsi al destino di Grecia, Portogallo, Irlanda: "La vostra situazione è preoccupante. Siete il paese più direttamente in competizione con la Cina, per la tipologia dei prodotti. Da dieci anni si sa quali riforme andrebbero fatte. Di questo passo l'Italia potrebbe diventare il prossimo grosso problema dell'eurozona". Josef Joffe, editore e direttore del giornale tedesco Die Zeit: "Da dieci anni crescete meno della media europea, questo è il problema numero uno". Segue Matthew Bishop, capo della redazione americana del settimanale The Economist, che nel 1997 fu l'autore di un rapporto sui nostri "esami d'ingresso" nella moneta unica: "Da allora - dice - il paese è rimasto troppo immobile. Le tendenze dell'economia globale rischiano di trasformarvi nell'anello debole dell'Unione europea. Se l'Italia non usa i prossimi cinque anni per un reale cambiamento, vi ritroverete dalla parte perdente dell'eurozona". Quindi Bishop lancia la palla nel campo degli italiani: "I gravi reati di cui Silvio Berlusconi è accusato sono ben noti. Ma a voi sta bene lo stesso? E' questo il governo che volete?" La presidente di Confindustria Emma Marcegaglia nel replicare sottolinea quanto la forza del tessuto produttivo resti notevole: "Siamo il secondo esportatore europeo dietro la Germania, il quinto nel mondo, con punte di eccellenza non solo nei settori tradizionali ma nella meccanica, nella robotica, nei macchinari elettronici". Anche lei però descrive un'Italia "introversa, ripiegata su se stessa, distratta rispetto a quel che accade nel resto del mondo, soprattutto per colpa dei suoi politici". E conferma che "il mondo di Davos, quello delle nuove potenze come l'India e l'Indonesia, è ignoto ai nostri politici, perciò siamo assenti dai tavoli dove si decide il futuro". Corrado Passera di Banca Intesa elenca gli handicap: "Scuola, infrastrutture, giustizia, burocrazia, bassa mobilità sociale, poca meritocrazia". Voci ancora più critiche si levano tra i nostri top manager che hanno scelto una carriera all'estero. A loro il pianeta-Davos è familiare, nei nuovi scenari della competizione globale si muovono con sicurezza. Ma sono qui per conto di multinazionali straniere. (29 gennaio 2011)
Sì: dozzinale, da persone di strette vedute... ma con la memoria funzionante. Il prelievo straordinario sui c/c bancari chi ha colpito? Gli stessi che colpirebbe la "neo patrimoniale" adesso: una classe media già abbastanza disastrata. Perchè ragazzi, siam chiari: tassando solo i grandi patrimoni i quattrini a casa non li porti.