Ti faranno compagnia tante bolle dell'equitalia, con relativo fermo amministrativo dei veicolo e successiva messa in asta del bene e di altri per pagare ciò che spetta all'erario
tanto per ridere un po': Gianni Del Vecchio per "Europa Quotidiano" Siamo a Seul, Corea del Sud, lo scorso giovedì. I venti Grandi si incontrano per parlare di crisi globale e dell'andamento dell'economia mondiale. Uno dei negoziati, quello sui meccanismi di sostegno economico ai paesi in crisi, è particolarmente lungo e pesante. Nonostante le difficoltà, però, le trattative finalmente si chiudono. Così, Silvio Berlusconi, che al G20 rappresenta l'Italia, pensa bene di alleggerire il clima ricorrendo a una delle sue migliori doti: l'abilità da barzellettiere.Chiama a sé gli altri capi di governo e inizia recitare «Sapete perché il pollo ha attraversato la strada?». Qualche secondo di silenzio per far crescere l'attesa, e poi la risposta. Nessuno ride però. E non perché la barzelletta sia loffia: l'interprete si rifiuta di tradurla perché troppo sporca. L'episodio è stato raccontato un paio di giorni fa dal primo ministro Cameron ai cronisti parlamentari inglesi e pubblicato dal Telegraph (in Italia è stato rilanciato da http://nomfup.wordpress.com). Ora, a parte l'ennesima gaffe internazionale che si va ad aggiungere a una sterminata galleria, la domanda a cui il premier deve rispondere è una sola: perché il pollo ha attraversato la strada?
Beck, uccellaccio del malaugurio, vade retro!!!! /emoticons/biggrin@2x.png 2x" width="20" height="20">
Il principio è mostruoso, ma come dicevo sopra per vederlo tale occorrerebbe ritenere sacrosanto il concetto di stato di diritto. Oltrettutto la cosa è ancora più ridicola perchè arriva da una parte politica che fa del raggiro delle regole un vanto. Ripeto quanto affermo ogni volta che arrivano decisioni come queste (e ce ne sono state tante in questi anni): lacci sempre più stretti per i cittadini e sempre di blandi per chi li governa sono tipici della democrazia o non sono testimonianza di altre forme di governo?
Ricapitolando: se hai un'attività commerciale decidono quanto devi aver guadagnato, se hai l'energia elettrica devi avere il televore e via così. Ma viviamo in uno stato di diritto. Il diritto di chi?
bè, quella è solo la notizia di un tg francese; quello che si sono detti, lo sanno solo loro, come il finale della barzelletta
Che gli studi di settore siano applicati malissimo e siano un casino incredibile è vero, nulla da dire. Ma, anche in questo caso, il principio di fondo è giusto: se mediamente una attività fattura "tot", essere al di sotto del "tot" è una legittima spia di avvertimento riguardo il nero. Poi, se vogliamo dire che non si deve controllare nessuno, ok. Ma allora valga anche per i dipendenti. Allo stesso modo, se mediamente chi ha la corrente ha la tv, non è un'ipotesi da marziani sostenere che debba pagare il canone.
Mi spiace, caro amico, ma io non riesco a seguirti... Io, non possedendo apparecchio televisivo, non pagherò nessun canone di abbonamento a nessun servizio di cui non usufruisco. Produrrrò, nel caso, ciò che verrà richiesto per questo... e d'altronde lo sto già facendo, lo ripeto. Da un governo che ha prodotto un incredibile ministro "per la semplificazione", da un ministro dello "sviluppo economico" non ci si poteva aspettare migliore soluzione per risollevare le sorti dell'economia.... Si tratta di una misura così ridicola che appare imbarazzante discuterne. L'aspetto ancora più incredibile è difendere l'indifendibile, e continuare a dimostrarsi più realista del re.
In Iran sarebbero perfettamente daccordo con questa affermazione. Naturalmente se passa il concetto, sarà naturale applicarlo anche ad altre questioni, e vengono i brividi al solo pensiero.
Oggi per farmi due (tristi) risate mi sono guardato Studio Aperto. Devo dire che con mia grande sorpresa oggi Corona e la Rodriguez non c'erano, in compenso però la scaletta era questa: - Avetrana - Avetrana2 - 30 secondi di Silvio che dice che va tutto bene - Meteo - Meteo 2 - Altri 30 secondi di Silvio che dice che va tutto bene Perfetto no?
Prendere il coraggio, e gettare fisicamente il mezzo nell'immondizia (è nella categoria rifiuti ingombranti) Non sapete che gioia si provi ! E' un gesto liberatorio, estetico,un pochino rivoluzionario. La Tv non mi serve per l'informazione, non mi serve per l'intrattenimento, non mi serve per distrarmi ,non mi serve per conoscere, non mi fa sentire più vicino alle cose, perchè le distorce a suo piacimento, mi abitua a subire e a non replicare. E fa perdere tempo. Un giorno, qualche tempo fa, discorrendo di questo tema, un amico mio (professore ordinario di filosofia del diritto, impegnato politicamente, un intellettuale, insomma) mi obiettava che quando arriva a casa stanco della sua giornata, accendere la Tv significava "staccare la spina"... Eccezionale lapsus... Beh, quando io arrivo a casa stanco... "la spina" mia, la voglio "attaccare" !