quello di tirarsela è un'arte femminile che si impara fin da piccole, fare le preziose è una strategia di marketing, l'obiettivo è offrire un prodotto percepito di valore maggiore a quello della concorrenza . Nel marketing di prodotto il posizionamento deve avere i requisiti di unicità, ovvero l'offerta deve essere unica e rara rispetto alla concorrenza, e desiderabilità, ovvero la comunicazione deve essere impostata in modo da rendere il prodotto massimamente desiderabile. E le variabili per differenziare l' offerta sono sia fisiche che psicologiche. Nel caso che hai riportato una donna usa l'arte del tirarsela come variabile psicologica; rendendosi poco disponibile e quindi rara, comunica un maggior valore rispetto al altre femmine disponibili con facilità. E tanto più ci riesce in ambienti, come questo, dove la magia della parola è potentissima. Qui in passato si era anche discusso come strategie di finta fuga o di disponibilità negata femminile , in qualche omino, stimolino l'istinto del cacciatore, dando la parenza di grandi conquistori a chi in fondo è insicuro della propria capacità seduttiva . Il tirarsela, come anche le finte fughe e strategie femminili varie, credo siano un grande spreco di tempo ed energie
da quotare e reppare.......!!!!!!! ma nn te la do neanche io!!! /emoticons/happy@2x.png 2x" width="20" height="20" /> dalla tua affermazione si evince ( semplificando) che le femmine so buciardeeeeeeeeeee e vanno sempre interpretate al contrario.....
chiaro esempio de bucia.... in realtà nn aspetta altro che io dica qualche caxxata x ridere mentre si gusta il caffè!!!
Infatti.... Mi raccomando....scrivi....scrivi....scrivi.... /emoticons/biggrin@2x.png 2x" width="20" height="20" />
donne ke se la tirano ce ne sono a iosa......skerzosamente fra colleghe le kiamiamo "profumiere"........ ...ma come dice giustamente Goldie....è un grande spreco di energia e, aggiungo io, ke nn porta a nulla di concreto!:wink:
Le profumiere confondono l'eleganza e la classe con il "cel'hosoloio". Per molte credo che sia una reazione di frustrazione per quello che vorrebbero essere e di cui non sono capaci. Tutte le mattine, quando vado a prendere a scuola i miei figli, incontro una donna con la quale ebbi modo di uscire ai tempi dell'università. E' alta, bionda, bei lineamenti, occhi di un azzurro intenso; cambia una pettinatura a settimana e anche quando va al supermercato a fare la spesa si acchitta come se partecipasse alla prima della scala. Non ha stile, una voce orrenda con uno stranissimo accento a metà fra il dislessico e il calabrese e un portamento (ah quant'è importante il portamento) da pecora zoppa. Insomma un c.... Io la chiamo Piggy /emoticons/biggrin@2x.png 2x" width="20" height="20" /> Ciao Brando /emoticons/wink@2x.png 2x" width="20" height="20" />