L'auto è un virus nel cervello

Discussione in 'Off-Topic' iniziata da Seraph, 25 Giugno 2009.

  1. Seraph

    Seraph Amministratore Delegato BMW

    3.468
    719
    3 Novembre 2008
    Reputazione:
    308.387
    .
    E' la provocazione di Hermann Knoflacher, direttore all'Università di Vienna

    L’auto è un virus nel cervello che sovverte comportamenti, valori e percezioni. Guidare dà dipendenza ed è un'attività completamente folle nonché "obbligatoria", perché viviamo in una "dittatura delle automobili" in cui l'automobilista è un "assassino", anche se in "buona fede". Così la pensa Hermann Knoflacher, direttore dell’Istituto per la pianificazione dei trasporti dell’Università tecnologica di Vienna. Promotore di piste ciclabili, zone pedonali e corsie riservate per i tram, il professore crede che si dovrebbe migliorare la qualità della vita creando le condizioni per sollevare l'uomo dalla necessità di usare l'auto.

    Le strutture che sono state create per muoversi in macchina, infatti, obbligano la gente a guidare. Secondo Knoflacher ogni società ha bisogno della mobilità per soddisfare i propri bisogni, perché "se potessimo adempiere alle nostre necessità localmente, saremmo piante, non umani". Ma l'automobile si impossessa delle persone. La velocità fa restringere la mente: "Come posso aprirla mentre sfreccio a 100 km/h attraverso il paesaggio?", si chiede lo studioso. Le velocità che eccedono i limiti delle nostre capacità determinate dall'evoluzione, secondo lui, sono troppo anche per le nostre percezioni. Non riusciamo a gestire mentalmente le distanze che la tecnologia ci permette di coprire. La realtà è che "l'uomo copre distanze più grandi per fare le stesse cose". Per provarlo, "basta osservare criticamente il budget di tempo dell’essere umano", dice Knoflacher . "È interessante come la quantità di tempo spesa per la mobilità sia la stessa in tutto il mondo. Sono le distanze percorse ad essere diverse. Negli anni ‘60 il filosofo Ivan Illich ha mostrato come l’energia spesa per costruire automobili e strade sarebbe sufficiente a coprire le distanze a piedi e in un ambiente notevolmente più bello e pacifico".

    Ma all'uomo piace la sensazione di potere che dà l'automobile. Studi hanno dimostrato che "i genitori stessi non considerano nemmeno il benessere dei propri figli quando devono scegliere tra avere il parcheggio fuori dalla porta di casa o una zona pedonale". Ed è proprio il parcheggio il vero problema. Se si razionalizzasse l'ambiente urbano, secondo Knoflacher, la qualità della vita sarebbe migliore. "Se camminando verso il parcheggio si passasse davanti a una fermata del bus o a un negozio – che si stabilirebbe da solo – la necessità di guidare diminuirebbe" e questo sarebbe ottimo dato che, "al momento attuale, la gente è presa in giro perdendo tempo sui sintomi. Mettono un parcheggio a pagamento qui o una congestion charge là. Questo è completamente ingiusto. Prima creano condizioni che costringono le persone a usare la macchina e poi le fanno pagare per questo".

    In quanto pianificatori urbani "si dovrebbero creare le condizioni che sollevino le persone dalla necessità di guidare" e senza toccare il prezzo dei carburanti. "Ogni aumento del prezzo dei carburanti è un azione puramente simbolica e porta automaticamente a una trappola sociale. Quando solo i ricchi possono fare il pieno il problema del traffico resta irrisolto con aggiunta un’ingiustizia sociale". Per questo "l’approccio deve partire dal parcheggio e dalla via per arrivarci. Se si organizza il parcheggio in maniera appropriata, si creano spazi liberi dalle auto con un alto valore di qualità della vita. Chi vuole dormire in un posto silenzioso dovrà accettare di camminare un po’ di più per arrivare alla propria macchina. E chi preferisce la macchina dovrà vivere in un ambiente inquinato e rumoroso". Una rivoluzione auspicabile, per Knoflacher, soprattutto perché l'automobile sta devastando le strutture sociali deformando l'automobilista, che "si distingue dall’essere umano più di un insetto qualunque. Muoversi usando il proprio corpo è una cosa che uomini e insetti hanno in comune tra loro. Mentre un automobilista non lo fa. E nessun insetto distrugge l’ambiente che lascerà ai suoi eredi per la sua comodità, né si muove a una velocità tale da potersi uccidere".

    Inoltre, l'automobilista è un "assassino", anche se in "buona fede". "L’auto ci sposta in una dimensione spazio-temporale di irresponsabilità che non possiamo comprendere né gestire". "Chi guida - secondo il professore - apprezza un’altra forma ancora di libertà, la libertà di non avere leggi. Diversamente dagli altri, a chi guida è permesso di disturbare, inquinare e mettere a rischio l’incolumità degli altri senza conseguenze. Un ubriaco rumoroso viene arrestato per schiamazzi; gli automobilisti che ci disturbano con il rumore giorno e notte invece sono tollerati. Se io come pedone spruzzassi sulla gente sostanze cancerogene questo infrangerebbe la legge. Gli automobilisti invece lo fanno indisturbati ogni giorno, accorciando la nostra aspettativa di vita media di 12 mesi".


    Via Omniauto.it
     
  2. Seraph

    Seraph Amministratore Delegato BMW

    3.468
    719
    3 Novembre 2008
    Reputazione:
    308.387
    .
    Che ne pensate di quest'articolo?
     
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  3. *Niccolò*

    *Niccolò* Presidente Onorario BMW

    9.508
    228
    20 Febbraio 2007
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    3.241
    Bmw 123d Futura 5 porte
    che è vero l'auto è una malattia....come ogni passione
     
  4. BmwModena

    BmwModena Presidente Onorario BMW

    16.342
    673
    7 Maggio 2008
    Modena
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    137.134
    X5 G06 Msport
    Io penso la stessa cosa della FxxA ( non e' una ferrari FXX advanced )

    CAmbia la parola auto con ogni vera passione e il discorso fila
     
  5. Ale_72

    Ale_72 Presidente Onorario BMW Top Reference

    60.583
    24.380
    27 Marzo 2007
    Reputazione:
    2.144.144.144
    Morgan AeroSS + Porsche 718 spyder
    Tralasciando i luoghi comuni dell'articolo, concordo con BMWModena.
    Ovvio che l'auto come passione faccia perdere parte della razionalità.
    Come tutte le passioni, ne piu' ne meno.
    Se bat, per fare un paragone con un'azienda della sua zona, fosse "patito" di soprammobili della Thun, farebbe le stesse cose che fa adesso, ma su qualcosa d'altro.
     
  6. giu320coupè

    giu320coupè Presidente Onorario BMW

    8.225
    720
    6 Dicembre 2008
    Reputazione:
    295.678
    cytherea
    =D>=D>=D>=D>=D>=D>:mrgreen::mrgreen:
     
  7. addlightness

    addlightness Amministratore Delegato BMW

    3.036
    418
    15 Agosto 2008
    Reputazione:
    129.756
    bugatti veyron TDI
    essenzialmente concordo con BMWModena, ma bisogna comunque tener conto dell'impatto notevole che l'auto, l'industria che la produce e tutto l'indotto conseguente hanno sull'ecosistema.

    tuttavia credo che Knoflacher non si riferisse alla passione per le automobili del tipo di cui siamo "affetti" numerosi in questo forum, bensì al ruolo che ha l'auto nella vita di tutti i giorni di una persona media, che come sappiamo nella maggior parte dei casi non ha la minima idea di quello che sta guidando, l'importante è che lo porti da A a B nel migliore dei modi possibile. E secondo me ha pienamente ragione. Perché da appassionato quale sono, lascio volentieri la macchina un po' più lontano del punto in cui devo recarmi, tanto non saranno quei 400 metri che caratterizzeranno positivamente il mio viaggio; preferisco di gran lunga servirmi di mezzi pubblici (ovviamente se ben funzionanti) in città, perché tanto guidare nel traffico è l'antitesi del piacere di guida, e trovare parcheggio nel caos per me è una delle cose che più detesto; e se avessi famiglia e figli, indubbiamente preferirei risiedere in un'area pedonale, aria leggermente più pulita e sicurezza maggiore. La critica, per come ho capito, è rivolta al modo di pensare odierno in fatto di organizzazione a livello urbanistico, ogni idea è "corrotta" dalla condizione obbligatoria di rendere possibile e agevole il passaggio delle auto, il raggiungimento di ogni luogo in auto e il relativo parcheggio. Questo non c'entra con la passione, la passione è alzarsi la domenica mattina presto, prendere la moto o la macchina e fare un giro per certe strade goduriose, per esempio. Passione non è piantare la macchina per forza davanti all'uscio di casa, tantomeno prenderla per andare a fare la spesa a 800 metri da dove ci troviamo. La nostra passione c'entra poco e niente con il problema della "mobilità sostenibile" sollevato dall'articolo.
    Pensateci, se tutti quelli che non amano guidare disponessero di validi sistemi alternativi che garantissero loro la mobilità, non ne guadagneremmo anche noi? Strade più libere, meno severità su consumi e inquinamento...
     

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