l'ideatore del videogioco invece (secondo me) è solo un vecchio marpione che sa bene cosa vuole il pubblico, ed è proprio questo che mi spaventa.
Hai visto/letto Gomorra? Il contesto in cui si cresce fa sì che comportamenti criminali vengano percepiti come modelli da seguire, per cui ammazzare 17 persone, sciogliere un ragazzino nell'acido, ammazzare uno per prendere in prestito il motorino diventa semplicemente un normale fatto della vita quotidiana
ot: [letto e visto, la lettura mi ha dato molto fastidio perchè purtroppo conosco gliarticoli originali, poi diventati libro, da cui saviano ha copiato tantissimo, ce l'ho pure in pdf con l'autorizzazione dell'autore a divulgarlo gratuitamente (è anche lui un anarchico, come me ), se interessa te lo mando. il film ho trovato che sia fatto veramente bene, mi è piaciuto molto (nella sua "tremenditudine")] fine OT si il senso è quello, in alcuni, ma forse in tutti noi si stanno affievolendo alcuni limiti, concetti che normalmente sarebbero respinti da un cervello normalmente funzionante, in altri vengono accettati senza riserva alcuna.
Beati voi che conoscete cosi' bene la cultura giapponese. Io avrei difficoltà a fare un'analisi dell'approccio culturale italiano al sesso e le sue perversioni nonostante ci sia vissuto per 34 anni
Beh, rispetto a al 99% dei partecipanti al forum: Guido molto peggio Trombo molto di meno Picchio meno persone Strillo molto meno Denuncio molto meno Mi indigno molto meno ...ma forse mi va bene cosi' :wink:
Come è già stato detto questi giochi a noi non fanno una ceppa, io ho giocato a videogiochi violenti a partire da 12 anni. Ora vivo tranquillo la mia vita senza rovinare quella degli altri, in perfetto stile vivi e lascia vivere. Quello che sta alla base di questo è l'educazione, educazione che deve essere imposta ai figli. Tanto per fare un esempio mi è capitato di sentire persone che dicono che i figli non andrebbero MAI schiaffeggiati. Ma ora mi domando, le generazioni prima di noi sono cresciute a suon di cintura sulle chiappe, e sono cresciute bene. Ora che non esiste più nessuna forma di educazione forzata i bambini crescono senza freni, diventando in poco tempo adolescenti sbandati, che poi si tramutano nella maggior parte dei casi in pesi per la società. Ora mi domando: Ma con quale prova dicono che schiaffeggiare i figli non è giusto? Posso capire un padre che picchia i figli di continuo perché è nervoso al lavoro che sia sbagliato. Ma dare una sberla a tuo figlio quando capita ti manda af******* (parliamo di bambini) è l'unico modo di fargli associare l'insulto al dolore. In questo modo la volta dopo pensa due volte prima di insultare qualcuno, per giunta un suo genitore. Io non ho mai potuto dire NIENTE ai miei genitori, una sola volta dissi "stupida" a mia madre, a 9 anni o li attorno, mi diede un *****tto e mi chiuse in camera senza cena. Oggi mi considero quello che sono grazie a questi trattamenti, e, quando arriverà il momento in cui io dovrò insegnare a mio figlio utilizzerò lo stesso metodo. Ultimamente si sente parlare della fine del mondo con un meteorite, di un ritorno al medioevo per via di una bolla di plasma, di chissa quali casini nel 2012, ma guardiamoci in faccia, lo stesso pericolo siamo noi. L'ingranaggio della società stà accellerando ogni giorno di più, ma i perni che lo trattengono nella sede stanno cominciando a cedere.
msn cosaaaa? qui da noi in terronia ci chiamiamo ancora con i fischi Comunque non era poi tanto OT. Si parlava di quanto l'ambiente in cui si cresce, che potrebbe essere Scampia o una villa della campagna veneta, condizioni la percezione del lecito. Certo a Scampia è più semplice che un ragazzo sogni di diventare un pistolero e non un poeta:wink:
"a Roma ciavemo r colosseo" "a Roma ciavemo r Papa" "In Veneto ciavemo e basta !!" Per nulla daccordo con te La violenza genera violenza e basta Il motivo per cui non si picchia più (per fortuna) è lo stesso per cui non si parla più coi propri figli, non se ne ha il coraggio e il tempo lo si investe a farsi belli e per divertirsi A prescindere dal modo nessuno più vuole trovare il tempo per Stare coi propri figli, per Ascoltarli
Definirei violenza un padre che torna ubriaco a casa e picchia i bambini e la moglie, oppure un padre che non al 100% picchia i bambini e la moglie, ma non definisco violenza tirare una sberla a un bambino (mica da deformargli la mascella, solo abbastanza forte da fargli capire che ha sbagliato) quando fa una cosa molto sbagliata, come nell'esempio insultare un genitore. Se poi un bambino sbaglia a fare un compito e la madre lo prende come sacco da boxe allora la definirei ancora violenza. Io non sono stato malmenato da piccolo, avrò preso si e no sei sberlotti, ma sono più che sufficienti per insegnare l'educazione.
Si si ovviamente ti davo fiducia in questo, ho capito cosa intendevi con la sberla:wink: Ma che sia una sberla o un pizzicotto, io non li condivido, sono sempre manifestazioni che una cosa non la sai controllare in altro modo. Non dico che sia facile, anzi di sicuro idealizzo abbastanza, ma miro molto a questo. Uno sguardo una parola a volte bastano per far capire ed educare un bambino:wink:
Esattamente, ma ultimamente non si parla più con i bambini, come hai detto tu, e men che meno li si raddrizza. E poi osano ancora lamentarsi del mondo che va a rotoli.
Sì infatti, non si possono incolpare i giovani che sono cresciuti sbandati, perché se non cresciuti così il problema sta sopra di loro.
Con i miei figli parlo moltissimo, secondo alcuni in famiglia (sigh)anche troppo; spiego loro il valore delle cose e dei miei no, e quando il no è deciso vi assicuro che è più efficace di uno schiaffo.
Esattamente, forse non si era capito nell'altro post perché mi sono spiegato male, ma intendevo proprio dire che se si può evitare di usare la violenza si evita, ma ci sono casi, come nelle volte dove io veramente ero una peste () dove le parole volano e l'unica soluzione è usare un poco di forza.
Alex, alcuni tratti generici, relativamente a popolazioni che hanno comportamenti fortemente costanti, non richiedono 34 anni. L'Italia ha 50 milioni di individualisti su 50 milioni di italiani (escludo qualsisasi immigrato..). Nessuna nazione puo' vantare il nostro primato di pazzia ed estro..