Forse non ci siamo capiti: non gradisco nè la prima (non) soluzione, nè tanto meno la seconda. Fosse per me scatterebbero i calci nel culo, altro che ridistribuzione sul territorio e integrazione. Purtroppo nessuno mi accontenta.
Purtroppo non è fattibile... Prima di tutto perché arrivano lo stesso, e poi, perché NOI ne abbiamo bisogno..
Di cosa abbiamo bisogno? Di raccoglitori di pomodori sfruttati come schiavi e assunti in nero? Di braccianti lasciati a morire nei campi? Di spacciatori addizionali? Di carceri sovraffollate?
Di muratori, facchini, selciatori, asfaltisti, carpentieri, giardinieri, e tutte quelle mansioni in cui la fatica è una grossa parte del lavoro, e in cui lo stipendio basso è l'altra, e per cui è impossibile trovare apprendisti italiani, possiamo farne a meno?
Quante "risorse" (intendo proprio quelli sbarcati da clandestini) hai visto finora compiere quei lavori? Quei pochi che vedo io sono sempre impiegati in lavori di bassissima manovalanza, dove non è necessaria alcuna competenza, perchè non ne hanno e perchè i datori di lavoro regolari preferiscono evitare che i loro operai si facciano male o peggio. Semmai in quei ruoli vedo romeni, moldavi, polacchi, pakistani, bengalesi, ecc così come vedo un sacco di badanti dell'est, che non penso siano sbarcate clandestinamente con un barcone. E vedo che oltre il 30% dei reati commessi in Italia sono compiuti da stranieri, quasi tutti irregolari dato che solo il 9% della popolazione italiana regolare è straniera. E la stessa sproporzione vale per la popolazione carceraria, la cui quota di stranieri supera il 30%.
Se non li regolarizzi e li lasci ai margini della vita civile, perché a quelli a cui chiedi il voto non piace il loro colore o la loro religione, li restano... Il tipo morto in manette, aveva dei vecchi precedenti, come tutti i disperati, e da qualche anno era titolare di una ditta di facchinaggio.... Ma quello preferiscono non dirlo Lasciali ai margini, e li restano...
Non so cos’abbia detto,non seguo questa gente,so solo che ha indetto la manifestazione sapendo benissimo che ci sarebbero stati casini coi centri sociali,un bravo sindaco non si sarebbe mai sognato di fare una cosa del genere,creare problemi nella città da te amministrata,dilettanti prestati alla politica…. Poi va in tv a piagnucolare che ci sono state due piazze e che lui non centra niente,vergogna!
Premessa: ieri mattina Lepore era ospite a Radio24 e diceva, anzi auspicava, che quanto capitato a Bologna non venisse strumentalizzato dalla politica, salvo poi farlo lui. Ma pragmaticamente ci sta. Piuttosto che correre il rischio di rivolte incontrollabili in città e anche oltre (tipo George Floyd nel 2020, o peggio ancora tipo Rodney King nel '92), con feriti o danneggiamenti, meglio scendere in piazza il più pacificamente possibile. L'avrei fatto anch'io (senza però la prima parte, quella sul rischio di speculazione politica).
Il colore della pelle non c'entra una mazza. Fossero bianchi sarebbe la stessa identica cosa. Anche perchè parliamo di una città in cui i paladini delle risorse (a parole) sono in maggior numero. Ci ho vissuto per un po' di tempo a Bologna: le signore per bene, con le borse della spesa, scavalcavano nella totale indifferenza i tossici che si erano sono fatti in vena davanti al portone di casa loro. Figuriamoci se non possono farlo con la risorsa che mendica o spaccia.
Posso assicurare che la realtà è ben diversa. Come datore di lavoro, ti affideresti a consegnare queste mansioni (tutte ad alto rischio) a personale NON formato, zero esperienza, che non capisce la lingua italiana e che dovrai mandare in casa ai tuoi clienti (e di conseguenza assumerti anche i possibili rischi di danni materiali)? Sappiamo bene in caso di problemi, infortunio o danni materiali, a chi spetterebbero i problemi.....io NO grazie, come tanti altri, abbiamo preferito alzare di molto i salari, siamo passati dai 1300€/mensili ai 1800-2100€, ci sono ancora italiani che vogliono fare lavori duri, ma giustamente vogliono essere pagati il giusto per farlo.
E' facile parlare di integrazione se non si ha la minima idea di cosa significhi la parola lavoro, di quali responsabilità comporti sia da parte di chi lo presta, sia da parte di chi lo offre. Quella gente che dovremmo ridistribuire ed integrare non potrà mai assimilarsi a noi. Forse potranno i loro figli, ma per la maggior parte di quelli non c'è molto da fare. Vengono da un altro mondo, con regole diverse, valori diversi, infrastrutture diverse e una volta sbarcati si trovano davanti al paese dei balocchi, dove però possono solo guardare senza toccare. Non basta dar loro un lavoro e una casa (casa che oltretutto nemmeno molti italiani nemmeno): devono prima di tutto essere educati in senso civico, devono conoscere le nostre leggi e rispettarle. Tutte. Devono imparare l'italiano e devono capire che il lavoro non è garantito per nessuno (nemmeno molti italiani) e che gli stipendi sono proporzionali a competenze e buona volontà. Ma per fare tutto questo servono anni, non mesi e devono essere disposti a partire da zero, che è probabilmente la cosa più difficile da accettare, soprattutto per i giovani. Pare brutto, ma è così che funziona la nostra società. Altrimenti riesumiamo Marx, aboliamo la proprietà privata e mettiamo in piedi un bel modello stile Unione Sovietica o Corea del Nord.
Io ho il mio dirimpettaio che ha un'azienda di selciatori e lavori simili compresa la movimentazione degli inerti, non è un'azienda enorme ma è ben strutturata e attrezzata, ha scavatori, pale, camion, impianto di betonaggio, ecc... Ha più o meno una trentina di dipendenti sui cantieri, e a oggi più di metà sono stranieri, e non trova italiani disposti a lavorare, e offre assunzione, cassa edile, annessi e connessi, e per sua stessa ammissione, se oggi non avesse in organico un tale numero di stranieri dovrebbe ridimensionarsi, perchè di italiani GIOVANI da assumere come MANOVALI, non ne trova.
Più o meno quel che vogliono fare i nostri Democratici socialisti, per loro stessa ammissione. Con una sottile differenza, che in quei paesi col cacchio che entri e resti così allegramente... Sicuramente ha trovato persone oneste che han voglia di lavorare, ma ce n'è altrettante che preferiscono lo spaccio alla fatica del cantiere.
Ci sarebbe da fare una analisi sulla retribuzione "reale". Ristoratori e simili da anni lamentano la carenza di personale che voglia fare quel lavoro, rinunciando a weekend e festivita ... Poi saltano fuori le offerte che salariali che sono ridicole rispetto all'impegno (e rinunce di vita) richiesto. Certo, poi noi dovremmo pagare di più i servizi e ci fa comodo che abbiamo personale sottopagato, salvo poi lamentarci che il servizio è pessimo, fanno lavorare gli immigrati per risparmiare a scapito della qualità ... I pizzaioli sono tutti egiziani ... E questo si applica a tutto il mondo del lavoro "non di concetto".