non me ne parlare proprio, ed è questo il bello/brutto, ti rendi conto di aver fatto cose che oggi non faresti mai. ti rendi conto di quanto eri immaturo (ma non necessariamente un anno prima, anche pochi mesi prima), e di come sei "migliorato", solo che questo processo si è ripetuto tante volte che ormai sai che non sei maturo, ma sei in pieno processo (a volte pure doloroso) di maturazione, processo del quale magari non vedremo mai la fine. idem e se fosse il contrario? forse quello che intendi tu è l'incoscenza. quando sai che vali qualcosa, che hai costruito qualcosa, inizi ad aver paura di perderlo, quando sai che mancheresti a qualcuno, quando sai che qualcuno conta su di te, e li che ti inizia a prendere la paura, quando fai qualcosa di gratificante, quando insomma hai messo assieme delle cose che non ti piacerebbe perdere. esatto.
si inizia a vivere davvero, finalmente consci del senso del nostro amore. Solo la paura di perdere qualcosa (o, meglio, qualcuno) ci fa capire davvero quanto sia importante per noi, quanto possiamo amare. La paura di perdere è il rispetto vero verso chi non si vorrebbe perdere; e solo quel timore, quel rispetto, quella riverenza ci fa comprendere appieno ciò che può valere per noi.
hai sbagliato lato se io volessi lasciare? e temessi di mancare all'altra persona, fossi pavido nell'affrontare il discorso? li sta il dilemma....
grazie per la rep, questo ed un altro topic mi hanno messo in seria riserva, al + presto ricambio che si fa in questi casi? 1. non lo so 2. diffido da chi ha la risposta troppo pronta 3. ci si sforza di agire per il meglio, senza una gabbia rigida, ma solo linee guida
vai sereno ero in debito io, ricordi? mi reppasti fra i primi...nn risposi perchè avevo rep power=0 cmq si...diffdo parecchio di chi ha le risposte pronte ma...quando hai il buio totale in testa ogni minima lampadina è mnna dal cielo...
si parlava di paura nel senso di pavidità penso che questo tipo di paura sia inevitabile: non possiamo prevedere il futuro e non possiamo controllare tutto, possiamo però arrivare ad accettare la nuova realtà senza per questo piegarsi alla rassegnazione
è una scelta e tutte le scelte implicano una rinuncia prendere decisioni così importanti è difficile, puoi farti dare 1000 consigli ma alla fine sei tu che devi decidere e nessuno può farlo al posto tuo per questo non ci sono ricette, c'è solo una profonda riflessione sforzandosi di vedere il problema da più punti di vista
quoto chent: non c'è una risposta, e se la si trova non è detto che sia quella giusta. Ti posso dire cosa farei io in questo caso: lascerei. Soffrendo, ma lascerei. Questo perchè non riesco a fingere, e l'altra parte capirebbe comunque il mio disagio e la mia angoscia, perchè non saprei (o non vorrei) fare nulla per nasconderle. In pratica se non avessi il coraggio di lasciarla, la porterei inevitabilmente a lasciarmi. Personalmente - quindi - non conosco persone che non lasciano o non si fanno lasciare per pavidità; molto spesso, invece, mi capita di assistere ad amori trascinati davvero troppo a lungo, ma solo per un'estrema forma di "amore sacrificale" verso i figli.
si, hai ragione, solo che riesco a vederle come due entità distinte, ma non riesco ad identificare un confine netto.
vero... mi beccate proprio in un momento in cui sto facendo (a dire il vero l'ho già fatta) una scelta molto importante, ho deciso di troncare un rapporto professionale, che mi ha dato moltissimo, sia sul piano umano che professionale, ma non riesco più a garantire un livello "minimo" di qualità. non li lascio nella cacca perchè ho già dato la disponibilità a seguire chi mi sostituirà, e ad intervenire in caso di bisogno, ma so che è una cosa che mi mancherà, e pure tanto. inoltre stavo pure pensando di lasciare l'insegnamento, e qui andremo proprio sulla tragedia greca. quanto odio fare delle scelte non è detto, a me è capitato una lei che "voleva farsi lasciare", io forse per immaturità non ne ho avuto il coraggio ("tanto prima o poi tutto s'aggiusta") ed ho vissuto un paio di anni di *****, eravamo giovani ed immaturi, e per cui non porto rancore, ma è una cosa che non farei e non tollererei oggi. onestà e responsabilità non solo delle proprie azioni ma anche dei proprii sentimenti. se è finita abbi le palle per ammetterlo prima a te stesso e subito dopo all'altro
quanto hai ragione chent...quanto hai fo**utamente ragione...quasi ti odio per quanta ne hai... abbi le palle di ammettere a testesso e subito dopo all'altro...mi piace...gia' maledetto il giorno in cui nn mi sn dato retta...e mo' pago... bello pero'...un forum di macchine ci si confrotna (e ci si da forza, perchè no?) su argomenti così...spinosi... grande...
ma magari almeno saprebbe tutto senza che io debba sputarlo fuori,...mi toglierebbe il duro del lavoro... che viscido sono eh?
Alla mia lei di una volta è successo. Probabilmente ha capito come sono più da uno scritto che dopo anni di convivenza...