Ti ringrazio per la rep ideologica tuttavia, volevo partecipare fattivamente alla discussione..avevo iniziato ma ho dovuto interrompere e, pertanto, è rimasto "appeso" solo il "dunque" iniziale...ora, però, sono un pò stanchino e vorrei intervenire con un pò più di lucidità. Lo farò, promesso:wink:
è vero, alle volte ti senti cosi in sintonia con determinate persone, che non ti senti mai fuori luogo, non è sempre cosi, ma io quando trovo quelle persone, me le tengo strette cmq non conosciamo il "vecchio" diddle, ma quello attuale va bene cosi
la perfezione come obiettivo è un errore: ognuno ha una propria idea di perfezione: la perfezione assoluta non esiste il tentativo di perseguire la perfezione genera inevitabilmente frustrazione per il fatto che è irraggiungibile e più impieghiamo forze per raggiungerla e più la sentiamo lontana quando si crede di aver raggiunto la perfezione ci si rende conto di 2 cose: si fa fatica a mantenerla e non ha l'aspetto perfetto che credevamo la perfezione va sostituita con il modello ideale, ovvero l'obiettivo di come vorremmo essere che bisogna sempre tenere presente ed aggiornare
la timidezza la timidezza è ovviamente un'indole innata, ma molte volte diventa una nostra maschera, una nostra subpersonalità negativa e in pratica si finisce per identificarsi con questa maschera che ci impedisce di mettere in luce la nostra vera personalità bisogna togliersi questa maschera, annullare questa subpersonalità negativa ci sono degli esercizi pratici che aiutano in questo percorso e si possono trovare in un testo molto bello e arricchente: Crescere di Piero Ferrucci, discepolo di Assagioli fondatore della psicosintesi
Pavidità e della pavidità cosa diciamo? eprchè a volte non riusciamo letteralmente a vivere come vorremmo...per paura di deludere gli altri? ci maca il coraggio di esser sinceri....lo trovo un demone dannatamente maligno e potente. timidezza e bontà spazzano via la sincertià a volte...perchè l'essere umano ha lati tanto contrastantia ll'interno di se?
quello che ho detto sulla timidezza vale per tutti gli aspetti negativi della nostra personalità molte volte gli eventi ci creano delle maschere che diventano invadenti e noi commettiamo l'errore di identificarci con queste maschere e finiamo per credere che noi siamo fatti così per comprendere meglio la cosa è sufficiente pensare che ogni qualvolta critichiamo noi stessi è perché c'è il nostro vero io che non è altro che un osservatore "esterno" che esercita autocoscienza la timidezza non corrisponde all'io la pavidità non corrisponde all'io e così via
beh non per forza negativi...in alcuni casi la timidità puo' esser vista positivamente...solo l'esagerazione porta danno... per il resto dico, un oltreuomo è colui che supera sestesso no? h già...semplice a dirsi ma...così epico avolte... trovo sia già buona cosa riuscire a scrutarsi e giudicarsi...per il correggersi ci proveremo
ognuno di noi ha un vecchio saggio al proprio interno chiedi a lui se vuoi essere timido e a che livello, lui ti risponderà "ci proveremo": bisogna provarci subito, perché aspettare? è forse una resistenza al cambiamento?
come sempre il cuore dice una cosa la testa un'altra....gia parlai col vecchio saggio... so gia tutto quello che devo fre...è farlo il problema... si rimanda, nn ci si prova ecc...tuttp per pavidità, bonta...che ne so...
Ogni anno che passa provo un sincero imbarazzo per come mi sono comportato in certe occasioni solo un anno prima. Il che mi porta a riflettere su come possa essermi comportato parecchi anni prima. Non sono una brutta persona, devo solo tenere a bada orgoglio ed egocentrismo. Hai detto sega
e allora bisogna esercitare la volontà: http://www.scuoladimeditazione.eu/propedeutico/propedeutico.php?id=35
Anch'io ho utilizzato mio padre come modello ma in senso opposto. Fra di noi c'erano aspri conflitti e in lui vedevo solo difetti, per cui quel modello mi serviva ad evitare di commettere quelli che ritenevo errori. Ne ho compreso appieno la figura solo quando ha cominciato il suo cammino verso la morte. Una delle cose che non mi perdonerò mai è il non aver mancato mai di sottolineare cosa pensavo. Oggi posso dire che è stato una gran persona e che sono orgoglioso di essere suo figlio.
Mi permetto io di suggerirti una riflessione sulla paura a 360 gradi. Non esistesse la paura non esisterebbe il coraggio. Essere coraggiosi non significa non provare paura, quello è essere incoscienti ed in genere è una rapida scorciatoia verso brutti disastri. Essere coraggiosi significa scegliere scientemente di essere più forti della paura che si prova. E la provano tutti, chi più o chi meno a seconda dell'esperienza maturata nel campo in oggetto
aggiungerei che la paura è strettamente legata all'autostima quando si ha poca stima di se stessi emerge la paura in questi casi l'autostima va rafforzata: si può fare riflettendo sulle proprie doti e capacità il coraggio è una qualità che si può perseguire
varia negli ambiti...facevo le gare di discesa, so cos'è il coraggio... peccato che in altri ambiti... ps...il coraggio senza paura è stupidità, ben diverso
va allenato come un muscolo, nè più nè meno un muscolo bello difficile da allenare, non un pettorale qualsiasi
"Se ci guardassimo allo specchio, se scavassimo all'interno del nostro io in un ipotetico incontro in cui siamo psicologi di noi stessi, ci piaceremmo, penseremmo di esserci realizzati, apprezzeremmo il nostro carattere, il nostro modo di rapportarci con gli altri e con la realtà?" Direi di si...tutto sommato. Credo di avere un buon carattere e non mi è difficile rapportarmi con gli altri e con la realtà che mi circonda. Certo, ho dei lati che mi piacerebbe migliorare ma, ripeto, tutto sommato...mi piaccio ed i riscontri che ho dalle persone con le quali mi relaziono sono indicativi, almeno credo. :wink: Penso di non essere un rompiballe "pesante" e pedante...mi piace la precisione, certo, ma tendenzialmente cerco di vedere il "bicchiere" sempre mezzo pieno piuttosto che mezzo vuoto e, cosa più imposrtante, sempre il lato comico e simpatico della vita che affronto quotidianamente. Ovviamente questo non significa che io sia un superficiale o uno "stupidino" (penso che chi mi abbia conosciuto di persona possa confermare......spero :wink:), ma la caratteristica di vedere sempre la positività intorno ame, mi ha da sempre contraddistinto.:wink:
quoto, la paura nelle giuste dosi ci è necessaria è naturale, nel vero senso della parola, perché ci tiene lontani dai pericoli quando però è eccessiva va considerata patologica
quoto, la mente va continuamente allenata per esempio se uno ha la tendenza ad essere pigro deve costantemente allenare la propria volontà, i propri impulsi ad agire e la volontà genera volontà, viene generato cioè un circolo virtuoso