finamente sono riuscito a vederlo! da sconsigliare a chi è di stomaco debole e sopratutto a chi non apprezza il regista. chi invece è già un estimatore di von trier, non può perderselo. [occhio che svelo un po' di trama] lasciate perdere le recenzioni "ufficiali", solo quella di natalia aspesi (repubblica) è oggettiva, alcune come quella di "il giornale" o peggio ancora quella del "corriere della sera" denotano che chi ha scritto la recensione non ha neppure visto il film, e badate che la recensione del corriere l'ha scritta paolo mereghetti ... vi lascio la mia "impressione" (recenzione mi pare troppo). la prima parte del film è molto noiosa (come aspettarsi altro?) ma noioso non allo stesso modo delle parti noiose di film tipo "elephant", li servivano per immedesimarti nel nulla psichico dei protagonisti, qui son funzionali, a mio avviso, per calarti nella stessa angoscia provata, per diversi motivi, dai protagonisti. riguardo le accuse di pornografia... chi ha visto un porno sa in che modo ed a quale scopo vengono mostrati i genitali, beh, capovolgete lo scopo, quindi realismo estremo sicuramente (da cui la restrizione V.M.18), ma il porno è tutt'altro. la seconda parte molto + interessante anche per alcune citazioni che io da ignorante ho associato ai testi led zeppelin, ma che sicuramente sono ispirate dalle stesse letture di page e plant. la cosa veramente notevole è come riesca a trasmettere inquietudine e disagio da riferimenti che solitamente sono associati a sensazioni opposte, il tutto senza ricorrere a nessun trucchetto scenico o sceneggiturale, semplicemente con una debole descrizione e una inquadratura (scordatevi le inquadrature "naturalistiche" ma artatamente inquietanti di "blair witch project"). nel film diventano fonte di disagio un ponticello su un torrente, una slendida baita in montagna, un bosco, una cerva partoriente, ma il tutto, ripeto, inquadrati cosi come sono senza artifizi, è la narrazione della protagonista che te li fa diventare ostili. il riferimento al titolo non l'ho capito... forse il figlio che aveva le zampe da caprone?, lei stessa che in una scena si capisce che aveva visto perfettamente il figlio salire sulla finestra ma ha continuato imperterrita a scopare col marito? molto + probabilmente il riferimento è al nichilismo Nietzscheiano (del quale però ho solo un vago ricordo... fatemi sapere le vostre impressioni chent
Correrò a vederlo appena possibile. Come altri registi europei Von Trier è spesso in bilico fra l'arte pura ed il cinema di maniera ma lo so capace di capolavori assoluti. Comprendo perfettamente cosa intendi per nichilismo; la stessa impressione l'ho avuta guardando The Kingdom e Idioti.
Correrò al cesso al solo pensiero di doverlo vedere Voglio dire, mia moglie mi ha appena sottoposto alla terrificante visione di un film intimista (di regista minimalista sconosciuto morto suicida giovanissimo direbbe Giovanni di Aldo/Giovanni/Giacomo ) sulla Berlino EEEEEEEEEEEEST (per chi ricorda Milva ) pre-caduta del muro........ Se non era per le tette, notevolissime, della protagonista l'orchite mi uccideva senza pietà
Sono uscito dal cinema poco fa... Il film è diviso in 4 capitoli che accompagnano i protagonisti (senza nome, Lui e Lei, l'unico che ha un nome è il bambino) verso una deriva nichilista Von Trier alla presentazione è stato accusato di misoginia perché la donna, caso raro nel cinema come nella vita, si trasforma in carnefice. I primi due capitoli (dolore e pena) sono caratterizzati dalla ricerca, a tratti noiosa, dell'introspezione, con una tecnica già vista in tanti film scandinavi e nello stesso VT fatta di primi piani stretti e di handycam. Negli altri 2 (la punizione delle donne-mi pare- e i tre mendicanti) la sceneggiatura volge verso la cinematografia splatter. E' un "horror", tuttavia, funzionale al percorso psicologico dei protagonisti; niente a che vedere con l'horror classico. Tema secondo me alla base del film è l'associazione fra sesso e male: sesso mentre il bambino cade dalla finestra, sesso cercato da lei mentre è in cura, sesso prima della mutilazione. Non so se è un messaggio voluto dal regista ma mi sembra che sia quello che traspare durante la visione della pellicola. Nel complesso le critiche feroci riservate dalla critica mi sembrano esagerate. Non sarà l'opera migliore di VT ma è un film dall'impatto notevole, a volte disturbante (la scena del....lavoro di ferramenta è una delle poche che mi hanno messo in crisi da quando seguo il cinema), sicuramente interessante per la ricerca delle fobie e di come possano trasformarsi in crimine. Due note a margine: -sconsigliato ai deboli di cuore ed alle donne (non sia mai venisse loro voglia di emulare) -adesso ho bisogno di vedere un film dei vanzina
daje Costantino, ti aiuto a ripigliarti! *Le piace il cinema espressionista tedesco???????? *Io........è il grande amore della mia vita! E vorrei ricordare in questa sede i maestri Murnau e Robert Wiene, di cui tutti noi non possiamo fare a meno del gran capolavoro DAS KABINET DER DOKTOR CALIGARISSSSSSSSSS *CA-LI-GA-RI!
ottima recensione, concordo con tutto, sopratutto col fatto che a me non è sembrato assolutamente un fil misogino...su due protagonisti uno doveva essere il cattivo, che poi in realtà ha solo perso la testa perchè (forse) ha lasciato che il figlio salisse sul davanzale pur essendosene accorta (per lo meno io questo ho creduto di capire. cmq + che un film dei vanzina ci vorrebbe mel brooks. i greci l'avevano capita lunga quando dopo una tragedia inscenavano subito appresso una commedia.
Tu come interpreti la scena finale dell'epilogo? Io l'ho vista in contrapposizione ai corpi morti sotto l'immagine dell'albero...
anche io ho avuto difficoltà ad interpretarla, ti riferisco la mia prima impressione: le facce erano oscurate (come in tutto il film, del resto), ma i vestiti erano alcuni moderni altri tipici delle comunità contadine sia di adesso che del passato. mi sembra chiaro che si tratta di una allucinazione, allucinazione nella quale io ci ho visto TUTTE le femmine vittime degli uomini (a prescindere dal motivo) che salivano verso la baita su a eden per "coccolare", dare conforto alla "nuova venuta". una nuova vittima uccisa per mano del marito, che a mio avviso è stato cmq colpevole di non aver intuito la reale gravità del malessere psichico dela moglie. malessere preesistente alla morte del figlio ma che tale episodio ha scatenato in maniera compulsiva. anche alla luce di questa mia interpretazione della scena finale, vedo ridicole le accuse di misoginismo mosse al regista ed al film. anche se su tale argomento (qualora dimostrato oggettivamente vero) poi mi verrebbe anche da dire qualcosa del genere: "si ok, è un ricchione ed un misogino di *****... e allora? ha fatto cmq un bel film".
bjork e von trier in comune hanno solo che gli piacciono le persone dello stesso sesso boh... battute a parte, può essere... sai in quell'ambiente "non si butta via nulla"
In settimana voglio vedere Uomini che odiano le donne (così magari imparo qualcosa ) Non ho grandi aspettative ma non c'è niente di meglio in giro