Invece è proprio nell'alta velocità che uno che pensa di andar forte può ritrovarsi un altro che lo passa con un differenziale di velocità elevato. Quello che cambia è la percezione della velocità, fare una curva a 80 o a 85 a livello di g significa tantissimo, a livello di percezione cambia ben poco. A 250 la stessa variazione di G ce l'hai con un differenziale di 20km/h ed anche a livello di percezione, una curva che pensi di fare al limite a 250, provala a fare a 270. Poi ci sono anche quelli che riescono ad arrivare al 90% del limite guardando la mappa sul navigatore ma quello è un altro discorso
garantisco che il limite volendo lo raggiungi anche per strada.. a giugno 2008 mentre andavo al mugello alle 7:40 di domenica mattina ho fatto una tranquilla passeggiata con l'm3 finchè non mi son visto arrivare dietro Luca Cadalora con la sua evo da 400 cv e con un assetto curato nei dettagli (vedi uniball e geometrie modificate..). Morale della favola ???? io in sbandata su 4 ruote nell'ingresso e uscita dei viadotti e delle gallerie a 170 kmh , lui invece preciso come una lama, ma alla fine non è andato via un metro ( e lui GUIDA...) tant'è che ci siam visti nel parcheggio del mugello e si è complimentato, sia per la guida che per l'auto ma a quel punto ho dovuto svelare che montavo le molle e avevo ai piedi le sport cup vere... ciò non toglie che la mia porca figura l'ho fatta e che se non ero al 100% ero al 99%..
Oh, prima di entrare in questo forum pensavo di essere un matto al volante.......... ...........ma voi mi date in testa, eh. Mitico Nic!
Io non sono molto d'accordo con questa teoria...secondo me è molto più difficile andar forte nei tratti lenti che in quelli veloci. Cioè la differenza secondo me un pilota bravo la fa soprattutto nei tratti lenti. Il manico, la capacità, la bravura di un pilota si vede nella staccata, nell'inserimento, nella traiettoria, nel modo in cui interpreta una esse, nel punto dove accellera, nella capacità di gestire l'auto sopra il cordolo. Al Mugello ad esempio, la bravura di un pilota la si vede come interpreta la Casanova-Savelli, perchè è l'uscita di quella curva che poi ti da la velocità per affrontare le Arrabbiate. E la Casanova-Savelli è relativamente lenta. A parer mio non ci vedo tanta bravura nell'affrontare il rettilineo, la sinistra cieca e lo scollinamento, cioè i tratti più veloci della pista. Lo stesso vale A a Monza...io penso che il manico di un pilota lo si vede come affronta le due Lesmo, perchè il pilota più bravo esce sufficientemente forte e con la traiettoria giusta per poi affrontare il Serraglio. E anche qui poi non ci vedo molto manico nel percorrere a gas aperto il Serraglio...cioè la traiettoria è una, non si può sbagliare...si va forte ma non è impegnativo a livello di tecnica di guida. Non so se avevo capito bene la tua interpretazione ma io la vedo così...
Ecco, diciamo che io pensavo di più all'eau rouge o alle S di silverstone o ancora al curvone di vallelunga più che al tornatino della stessa pista.
...E' vero ma di quelli lì sono pieni i cimiteri...Me lo diceva sempre mio padre quando ero più giovane ed "eccitato"...
...Nel lento se sbagli recuperi...Nel veloce non sai più cosa può succedere e rischi la vita...Non si tratta più di bravura ma di coraggio o confidenza con il pericolo...Tutta un'altra faccenda...
Ma no, non sono d'accordo. La differenza un pilota la fa in staccata, molti sono portati a credere che sia invece l'uscita di curva, il saper sfruttare e modulare il gas, in realtà questa fase è alla portata di molti, mentre riuscire a staccare più tardi senza far scomporre l'auto e trovare la sensibilità per accompagnare l'auto con il freno sino alla corda per dare e non togliere aderenza, è alla portata di pochi. La staccata nelle curve veloci è molto più complessa che in quelle lente, così come trovare il limite di aderenza man mano che si aumenta l'angolo di sterza in fase di inserimento. E' una questione di trasfermenti di carico e non di coraggio e si sa che i trasferimenti aumentano esponenzialmente al crescere della velocità. Arrivare su una curva a 270, staccare ed entrare a 200 sfruttando il limite della macchina non è assolutamente una cosa da tutti.
Inoltre tuto questo stressa meno le auto che girare come matti in misti stretti in cui usuri mortalmente tutto.
no ma concordo,intendevo non in strada,non sul veloce.Io AMO il veloce e do il meglio proprio lì:wink:
esatto! il vero manico o meglio la ciliegina sulla torta sono staccate e inserimenti al limite nei tratti veloci,pochi sanno dove siano i veri limiti di ciò
Se state continuando a parlare SU STRADE, mi sa che siamo arrivati AL LIMITE DELLA FANTASCENZA più che della macchina.... A meno che quella strada uno non se la faccia 3 volte al giorno... altrimenti parliamo di arrivare (buttiamo un numero) a 90% del "limite" della macchina... perchè come si fa a sapere a priori le condizioni dell'asfalto/temperatura nella curva che andremo a fare, esempio, in un tratto autostradale?
...D'accordo Nicola ma stavamo parlando di strade e non di pista...dov'è che in strada puoi staccare a 270 ed entrare a 200 in sicurezza? Non certo sull'appenino o sulla Cisa...E se parliamo anche di pista, all'Eau Rouge io avrei qualche problema a passarci a cannone con la mia... Come ho serissimi problemi se si tratta di tirare al Nurburgring...
Secondo me non è proprio così....Storicamente, i grandi staccatori non sono sempre stati piloti velocissimi. Dal mio punto di vista la fase più importante, dove si vede veramente il manico del pilota è proprio l'uscita curva... Perchè il tempo si fa nei rettilinei non nelle curve, per cui è molto importante come si esce dalla curva e come ci si proietta nel rettilineo successivo. Prendiamo una Bucine, si può fare un'inserimento stupendo, ma se poi ci si pianta perchè non si ha il coraggio e la bravura di affrondare il gas e si resta lì a parzializzare, il ritardo me lo porto per tutto il rettilineo. L'uscita curva secondo me è la parte fondamentale, con la traiettoria giusta prima dai gas e più forte esci. Ed è qui che il pilota che ha manico a mio avviso fa la differenza.... Non per niente uno dei segreti è sempre stato quello di sacrificare l'entrata per poi uscire il più forte possibile. Nelle esse questo è fondamentale...se entro forte in una esse non esco più.... A me capita spesso che in staccata mi passano molto forte, già a centro curva però faccio la percorrenza assieme, in uscita però io comincio a dare gas molto prima...quando io sono a gas completamente aperto spesso altri son lì ancora a parzializzare...è chiaro che il rettilineo successivo a quella curva io lo percorro molto, ma molto più forte. Queste sono le mie impressionio poi è evidente che se uno è un grande staccatore, entra bene, percorre bene ed esce forte...allora questo è ancora meglio. Ma tra un grande staccatore ed uno che da il gas in uscita, io credo sia più efficace il secondo
hai ragione, ma oltre un certo livello di bravura, quello che puoi guadagnare in uscita di curva e' praticamente niente. Oltre quel livello sono tutti bravi ad uscire al limite. In una guida su pista seria il discorso di entrare lento e uscire forte non e' detto che funzioni, xche' quello che sa' staccare piu' forte di te ti mangia 3decimi in una staccata, in percorrenza ed uscita poi la fa come te. O magari esce un paio di kmh piu' lento perche' ha impostato la traiettoria un attimo diversa, ma ha guadagnato talmente tanto in ingresso...Per dire: metti che ritardi in modo spaventoso l'ingresso, rischi di uscire fuori dalla gommatura e di perdere un eternità nel prendere la corda, per guadagnare poco di che nel rettilineo successivo. Io la vedo cosi'. Riccardo