Io! Rientra tra gli scambi culturali con un mio amico: lui mi passa Evo e io gli do Top Gear e BMW Magazine Lo trovo ottimo, servizi ben raccontati, mi piace lo stile. Ottima integrazione tra la parte italiana e quella d'importazione (tradotta da Evo UK) Adoro il Cheek to Cheek e gli ECOTY. Comunque sto riconsiderando anche Top Gear. Dopo i primi numeri pieni zeppi di errori e di servizi che finivano sul più bello (vedi prova delle M ) stanno venendo su molto bene.
anch'io leggo Evo e seguo top gear... Evo è fantastico, hanno un modo di scrivere che ti coinvolge e una visione delle macchine molto simile alla mia... quelli di top gear sono dei pazzi furiosi!!!
Reputo EVO la più bella rivista disponibile in Italia. Sia per la narrazione, per i contenuti e per le foto è il N°1 assoluto. Un po' sciapa la parte scritta in Italia, non a livello di quella inglese.
Leggo anche io EVO, non ogni mese magari, ma quando posso lo compro sempre. Molto coinvolgente la narrazione, anche se magari qualche freddo numero in più non mi dispiacerebbe... parlo principalmente di rilevazioni strumentali delle prestazioni delle auto che provano.
non leggo più evo da quando è passato sotto mondadori ( mentre ho tutti i numeri della "prima serie" ). quando mi capita di reperirla, la versione inglese invece la leggo con molto piacere
EVO: ....anche se le macchine non sono proprio la tua prima passione....il coinvolgimento che crea la lettura degli articoli "dell'allegra brigata"....non ti può lasciare illeso....
Riesumo questa discussione per avvisare che ho scoperto che Evo è tornato in Italia all'inizio del 2025, con una forma un po' diversa: trimestrale, formato più libro che rivista, e con una distribuzione limitata al sito internet e un paio di librerie specializzate. Se qualcuno è interessato, questo è il sito: https://evomag.it/
Ottimo magazine con un layout fruibilissimo dallo smartphone, per nulla scontato nel mondo dei social media. Non lo conoscevo, grazie per il consiglio @who83
Purtroppo l'avventura di evo Italia è già giunta al termine, dopo soli 2 volumi e uno speciale. Peccato, era davvero tanta roba. Cari lettori, scrivere questa mail è, senza girarci intorno, una delle cose più difficili che mi siano capitate da quando abbiamo iniziato questa avventura. Che ci crediate o meno, avrò riletto questo testo non meno di 30 volte, con le mani sudate e lo stomaco completamente annodato. Negli ultimi mesi il team aveva lavorato con la convinzione di aver trovato la strada giusta per riportare avanti evo in Italia. Lo abbiamo fatto in un contesto complicato, con tutti i limiti e le fragilità di un progetto giovane, ma anche con una direzione chiara, con idee forti e con la sensazione concreta che il lavoro stesse andando nella direzione giusta. A confermarcelo siete stati soprattutto voi. Le vostre mail, i messaggi, gli oltre 5000 evo venduti, le parole di stima e l’affetto che avete dimostrato verso il progetto ci hanno fatto capire che quello che stavamo costruendo aveva un senso reale. Non era soltanto un tentativo nostalgico o un’operazione di facciata: stava diventando qualcosa di vivo, credibile, e per molti versi unico nel panorama attuale. Per questo è ancora più doloroso dovervi dire che evo Italia, purtroppo, si ferma qui. La decisione non nasce da una mancanza di fiducia nel progetto editoriale, né da un venir meno della nostra volontà di portarlo avanti. Al contrario: la squadra ha creduto in evo fino in fondo, dedicandole tutto quello che aveva, spesso ben oltre ciò che sarebbe stato ragionevole chiedere a un gruppo di persone già impegnato in una fase di startup complessa e delicata. Purtroppo, proprio perché startup, vivevamo in una condizione di equilibrio sottile. Sarebbe servito ancora tempo per rendere il progetto pienamente autonomo sul piano economico. Tempo che, sinceramente, pensavamo di poterci guadagnare. Eravamo convinti che quella indipendenza sarebbe arrivata, e che il percorso intrapreso avrebbe portato evo verso una stabilità vera. Quel tempo, però, non ci è stato concesso. Problematiche che hanno colpito il gruppo di cui facciamo parte hanno portato la direzione generale a sospendere il progetto. È una decisione che ci travolge, e che arriva da dinamiche più grandi di noi, sulle quali non abbiamo avuto alcun potere di intervento. In altre parole: il filo a cui eravamo appesi si è spezzato, e si è spezzato prima che potessimo arrivare dall’altra parte. Per tutti noi questo è un colpo durissimo. evo non era soltanto un lavoro. Per molti, dentro questa squadra, era il punto d’arrivo di anni di passione, sacrifici, competenze accumulate e sogni messi finalmente nella direzione giusta. Era qualcosa in cui credevamo davvero, qualcosa che volevamo far crescere nel tempo e portare molto più lontano. Le idee per il futuro erano tante. Alcune erano già in moto. Quest’anno avremmo voluto lanciare il primo evo Track Day. Avevamo completato un numero speciale dedicato al Giappone. Esiste un Volume 3 già finito, pronto, che purtroppo non vedrà mai la luce. E oltre a tutto questo c’era una visione più ampia, più ambiziosa, diversa da ciò che oggi il panorama editoriale automobilistico offre quasi ovunque. Come direttore, mi assumo la responsabilità di ciò che può essere stato sbagliato nel percorso. È giusto farlo. Ma sarebbe scorretto raccontare questa chiusura come il semplice esito di errori interni o di una mancanza di fiducia nel progetto. La verità è che siamo stati fermati nel mezzo di un percorso che chiedeva ancora tempo, e che quel tempo ci è stato tolto da circostanze fuori dal nostro controllo. Resta però una cosa, ed è la più importante: quello che abbiamo fatto non è stato inutile. Se evo Italia ha avuto una voce, una dignità e una possibilità concreta di rinascita, è stato grazie a chi ci ha letto, sostenuto, criticato quando serviva e incoraggiato quando ce n’era bisogno. Per questo vi dobbiamo molto più di un semplice saluto finale. Vi dobbiamo e vi devo in primis un grazie vero. Grazie per aver creduto in noi. Grazie per aver dato valore a un progetto costruito con fatica, ostinazione e rispetto per un nome che meritava di essere trattato con cura. Grazie per averci dimostrato che c’era ancora spazio, ancora fame, ancora amore per un certo modo di raccontare le auto. Ci fermiamo qui, ma non cancelleremo mai ciò che questo anno ha rappresentato per noi. Con gratitudine e rispetto, Edoardo Curioni PS: il sito resterà online per altri 30-40 giorni, sarà possibile da oggi scaricare i prodotti digitali acquistati direttamente dal lettore (Nomad ed eCoty) per conservarli. Dopo la chiusura del sito, non sarà più possibile in alcun modo ottenere alcun materiale dall'area utente.