Tu hai scritto a inizio topic che si devono costruire le centrali di 4° gen, sbagliando perchè ancora non esistono e non sono in costruzione. Te l'ho detto forse così? "Vai a studiare prima di parlare, che occupi solo righe e crei disinformazione!" Mi pare di no, e mi pare che tu stia usando lo stesso tono anche adesso, oppure semplicemente hai un modo di esprimerti scrivendo che è più adatto a una conversazione a voce, perchè così sembri acido e non disponi bene il prossimo /emoticons/biggrin@2x.png 2x" width="20" height="20" /> Cmq no probs, ho capito che non era tua intenzione fare la cortigiana bisbetica, quindi tutt'appost per me! :) /emoticons/smile@2x.png 2x" width="20" height="20" /> @chent: brother of metal, quello che dici è vero... infatti la persona più "interessante" con cui ho discusso tempo fa di questo argomento, è tendente a sinistra come me ma è favorevole al nucleare con tanti se e ma. E ha una laurea in Ing. Energetica (tra poco pure la specialistica) quindi è stato lui a spiegarmi tutte le cose e le differenze tra 3 e 4° gen, perchè se stai a sentire le varie propagande da una parte e dall'altra, son sempre le solite due stronzate che ti dicono
io dissi che si dovrebbero costruire quelle di quarta...perchè molti politici darebbero il loro si solo a quelle di quarta...tuttavia sono allo studio quelle di terza modificate....in modo da anticipare un pelo le future di quarta generazione cmq vabbè sbaglio anch'io...sono umano...e ammetto se sbaglio :wink:....non ho mica il sapere nelle mie mani ho ammesso anche il mio errore sui pannelli solari :wink: che dichiaravo garantiti solo 10 anni....quando invece è l'accumulatore che difficilmente non dura più di 10 anni...mi ero mal informato :wink:
Forse li garantiscono 10 anni per guasti ecc, ma poi la durata è attorno ai 20/25 :) /emoticons/smile@2x.png 2x" width="20" height="20" /> Ipotesi eh, non lo so nemmeno io.
non solo per futili motivi, ma anche per grossi interessi il cemento comanda continuiamo a fare edifici con dispersioni abnormi quando se isolassimo bene i vecchi e costruissimo con logica i nuovi ridurremmo di un sacco il consumo energetico non servirebbero più condizionatori e per riscaldarci basterebbero spiccioli e le industrie cosa fanno per ridurre il consumo energetico delle loro fabbriche? io in giro vedo ancora costruire capannoni allucinanti privi di qualsiasi criterio energetico e solo uno su 50 km quadrati installa pannelli solari o fotovoltaici
PETROLIO: SOPRA QUOTA $100 NEL 2010 di WSI Parola di Jeff Rubin, ex chief economist di CIBC World Markets, che negli ultimi dieci anni ci ha sempre visto giusto. I prezzi raggiungeranno i $90 gia' da questo trimestre, spinti dalla crescente domanda proveniente da Asia e Medioriente. Le quotazioni del greggio ritorneranno sopra quota $100 dollari il barile entro la fine 2010. Ad esserne sicuro e' Jeff Rubin, ex economista capo di CIBC World Markets, che negli ultimi dieci anni ha predetto il rincaro dell'oro nero negli ultimi dieci anni con una precisione chirurgica. La crescente domanda proveniente da Asia e Medioriente, ha spiegato Rubin in un'intervista telefonica concessa a Bloomberg, costringera' i consumatori a fare affidamento sulle fonti di energia piu' costose e meno convenzionali, come oil sands, Rubin, che ha passato gli ultimi 20 anni in seno alla banca di Toronto e che l'anno scorso ha pubblicato un libro sull'economia nel settore energetico intitolato "Why Your World is About to Get a Whole Lot Smaller", nel 2007 predisse che il petrolio avrebbe toccato quota $100 e cosi' fu. "Mi pare realistico prevedere che avremo prezzi a tre cifre nel quarto trimestre dell'anno", ha detto mercoledi' Rubin, 55 anni. "Mi aspetto che le quotazioni del petrolio si avvicineranno presto a quei livelli e che scambieranno in un range intorno ai $90 probabilmente gia' dalla fine di marzo". Secondo Rubin, l'incremento nel consumo di petrolio sara' guidato dalla domanda proveniente dalle economie dei Paesi in via di sviluppo, come la Cina e l'India, piuttosto che dalle nazioni industriallizzate dell'Europa occidentale e degli Stati Uniti, dove la domanda ha probabilmente gia' toccato le punte piu' alte.
L’Italia ha il vento in poppa L’Italia ha il vento in poppa. Nel 2009 sono stati installati 1.100 megawatt di eolico, il record assoluto finora raggiunto dal nostro paese e una potenza equivalente a quella di una centrale nucleare. L’insieme delle fattorie del vento vale ormai 4850 megawatt grazie a una crescita annua che ha superato il 30 per cento, nonostante la crisi finanziaria che si è fatta sentire in modo pesante per tutto il 2009. Il contributo del vento è importante anche in termini di produzione elettrica (che non coincide con la potenza installata a causa dell’incostanza dell’alimentazione): dalle pale eoliche nel 2009 sono usciti 6,7 miliardi di chilowattora, equivalenti al 2,1 per cento del consumo interno lordo. Per arrivare al livello della Danimarca, dove un quinto dell’elettricità viene dal vento, c’è ancora molta strada da fare, ma il trend degli ultimi anni segna una crescita costante nonostante i ritardi burocratici che hanno impedito il completamento del quadro normativo del settore (linee guida e adeguamento delle infrastrutture energetiche, autorizzazione unica, ripartizione dell’obbligo tra le Regioni) alimentando – a causa della mancanza di precise indicazioni metodologiche – le proteste determinate da alcuni casi di scelte sbagliate sulla localizzazione e sulle modalità di realizzazione degli impianti. L’Italia rimane comunque il terzo paese in Europa e il sesto nel mondo nel campo dell’eolico e il dato risulta particolarmente interessante in vista degli sviluppi annunciati dalle principali economie del mondo. Negli Stati Uniti il 2009 ha segnato una volata eolica pari a 8 mila megawatt. La Cina punta a imbrigliare il vento per ricavarne 30 mila megawatt nell’anno in corso che cresceranno fino ad arrivare a 100 mila megawatt nel 2020. Dalla crisi in corso si profila un’uscita legata all’efficienza energetica, al rilancio delle rinnovabili e al complesso della green economy. Basta osservare la crescita di interesse nei confronti di questo settore che si è registrata anche nel sindacato, per capire che sull’economia verde si gioca buona parte delle nostre possibilità di far ripartire il mercato del lavoro.
Contaminazione da uranio nel Niger "alti livelli di radioattività nel villaggio di Akokan nel Niger. Oggi la compagnia nucleare francese AREVA - che dovrebbe avviare la "rinascita nucleare" in Italia - ammette le sue colpe. Il villaggio, infatti, sorge presso due miniere di Uranio gestite da affiliate di AREVA." http://www.greenpeace.org/italy/news/areva-niger
...Come volevasi dimostrare, c'è sempre qualche beneamato idiota che deve trovare un modo assurdo per lavorare.... Adesso riciclano gli scarti radioattivi delle miniere per fare le strade in Africa! Ma bravi! ...Poi dovremmo fidarci di 'sti pezzenti che vengono a mettere centrali SICURE in Italia.... Perchè loro fanno le cose bene.... Non c'è pericolo.....
"sì alle centrali nucleari, ma non in Veneto" notizia di oggi... tanti "bei" discorsi, poi quando c'è il rischio che facciano una centrale sul "loro" territorio fanno barriera
Perchè gli amministratori non vogliono prendersi la responsabilità di dare l'ok a un progetto così,evidentemente,impopolare(e aggiungo,gestito in questa maniera...la scelta dei siti ai privati...). D'altronde il referendum di 20 anni fa avrà voluto dire qualcosa?Da come stanno agendo pare non esista!!(a questo punto non vedo perchè il principino di savoia non possa dichiararsi regnante usando lo stesso criterio)
Questa la sento dire (e la leggo) da oltre 40 anni, da quando cioé ho iniziato a studiare e lavorare per il petrolio: penso che fra altri 40 anni si diranno ancora le stesse cose.....:wink:
al di là degli allarmismi, che prima o poi il petrolio finisca penso possiamo darlo per certo :wink: basterebbe non farsi cogliere impreparati, ma tra interessi economici immensi e un simpatico insieme di caratteristiche della massa (ignorante, ottusa, volubile, egoista, restia al cambiamento e al minimo sacrificio), purtroppo vedo un'alta probabilità di grandi casini in futuro
non diciamo cose inesatte, il referendum del 87 aveva un testo chiaro: Volete che venga abrogata la norma che consente al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) di decidere sulla localizzazione delle centrali nel caso in cui gli enti locali non decidono entro tempi stabiliti? (la norma a cui si riferisce la domanda è quella riguardante "la procedura per la localizzazione delle centrali elettronucleari, la determinazione delle aree suscettibili di insediamento", previste dal 13° comma dell'articolo unico legge 10/1/1983 n.8) Volete che venga abrogato il compenso ai comuni che ospitano centrali nucleari o a carbone? (la norma a cui si riferisce la domanda è quella riguardante "l'erogazione di contributi a favore dei comuni e delle regioni sedi di centrali alimentate con combustibili diversi dagli idrocarburi", previsti dai commi 1,2,3,4,5,6,7,8,9,10,11,12 della citata legge) Volete che venga abrogata la norma che consente all’ENEL (Ente Nazionale Energia Elettrica) di partecipare ad accordi internazionali per la costruzione e la gestione di centrali nucleari all'estero? (questa norma è contenuta in una legge molto più vecchia, e precisamente la N.856 del 1973, che modificava l’articolo 1 della legge istitutiva dell’ENEL). nessuno dei tre quesiti chiedeva l'abolizione o la chiusura delle centrali nucleari....:wink: