Oh premetto che: Io non ci capisco na sega Il mio divano è comodissimo ( è quello da cui da dieci anni mi godo la Juventus che esce dalle coppe) premesso quanto sopra Ma se sei davanti di 400 mt azzo te ne vai in giro a cercare di meglio? Appunto Ma se tu sei sul loro stesso lato se il vento cala per te cala anche per loro e se sei dallo stesso lato le virate non sono uguali per entrambi? Vincere di un secondo o di 10 minuti non ti da un premio in più.
Mettendo assieme quanto gia' detto, ogni manovra aumenta il rischio di errore ... chi insegue deve prenderlo per recuperare, chi sta davanti puo' evitarlo se ne vede una buona ragione.
Certo che le manovre valgono per tutte e due ma non è detto che io e te che andiamo su macchine diverse sulla Cisa per andare a Forte nello stesso istante facendo le medesime curve tu non finisca fuori strada nel mentre io, solo soletto, arrivo a destinazione e mi vado a mangiare un bombolone da Valè
@Gigi63 e @070 vi siete accorti, si, che avete gli avatar talmente simili da mandarmi spesso in confusione su a chi io stia effettivamente rispondendo?
L'avevo notato anche io Dopo 5 anni in cui veniva raffigurata una tavola da windsurf high jump, dopo la morte di mamma e papà ho voluto rendere onore a loro con un avatar di noi (io e le mie sorelle) e loro su una spiaggia, mano nella mano, all'alba della vita.
E' una considerazione corretta, ma dato il livello (altissimo) dell'equipaggio e la posta in palio il mio modesto parere è che si debba sempre coprire tranne quando: - sei in layline o quasi e quindi conviene risparmiare manovre per ottimizzare il tempo di avvicinamento - sei disposto a giocarti seriamente le palle sull'aver visto un "buono" che i neozelandesi si sono persi (cosa sulla quale dubito fortemente, dato che loro hanno un tattico dedicato a bordo e quel golfo lo conoscono meglio di chiunque altro) D'altra parte il motto dell'America's Cup è "There will be no second", a dimostrazione del fatto che conta solo arrivare primi. Non importa se vinci di un secondo o di un'ora. Devi solo mettere il bompresso sul traguardo prima dell'avversario. Quindi, se sei a 3/4 di regata contro un avversario infallibile come i Kiwi li devi sempre coprire. Nella finale del 2000, quella con De Angelis al timone, Luna Rossa se ne andava sempre a spasso (al punto che i Kiwi non coprivano nemmeno più) per due motivi principali: - era assodato che la barca neozelandese era più veloce e potevano sperare di tenerli dietro solo trovando un vento migliore (di poppa non c'era verso di non farsi superare) - avevano a bordo Torben Grael che all'epoca era considerato il miglior tattico del mondo, capace di fiutare il vento come una cane da trifola Burling è un timoniere fortissimo, ma non ha l'esperienza di match race di Spithill (e nemmeno quella di Bruni). Però è uno che impara velocemente e, come dicevo, non commette molti errori: se lasci una porta aperta lui passa. Ha il mezzo e l'equipaggio per farlo. Comunque, tornando alla valutazione generale, brava Luna Rossa! Certo, sarebbe stato un sogno poter chiudere la prima giornata con addirittura 2 vittorie (e c'era la possibilità di farlo), ma va bene anche così. Ecco, forse i nostri in regata 1 hanno sbagliato a scegliere il fiocco, ma potrebbero aver pensato qualcosa che a noi non è dato sapere. Considerando che il vento di ieri avrebbe dovuto essere quello favorevole a Te Rehutai e sfavorevole a Luna Rossa, un pareggio equivale quasi ad una vittoria. Però non dobbiamo illuderci che sia proprio così, perché non mi stupirei se con vento leggero i Kiwi andassero ugualmente forte.
No, non è così. Si deve andare dal punto A al punto B, non importa come. A livello puramente teorico, dovrebbe vincere chi riesce a percorrere meno strada (linea retta che unisce A e B), ma non potendo fare in tal modo vince chi riesce ad ottimizzare meglio la distanza tra A e B, facendo un percorso che sia il miglior compromesso tra distanza complessiva e velocità media. Lì entrano in gioco altre considerazioni: loro sanno che Luna Rossa è più efficiente in manovra, quindi se possibile meglio evitare una battaglia di virate (tacking duel) ed ottimizzare il percorso. In più conoscono il campo di regata meglio di chiunque altro e se pensano che un lato sia migliore dell'altro probabilmente hanno visto giusto. Presumibile dunque che abbiano ritenuto il rischio più che accettabile. Però sono quasi sicuro che Russel Coutts avrebbe coperto a prescindere.
Secondo me ETNZ il piccolo buono a dx lo avevano visto anche loro ma, essendo dietro, hanno preferito prendere la sx sperando che non portasse troppo vantaggio a ITA e la situazione potesse essere recuperata magari con un salto a loro favore successivo in ragione della grande separazione. Ricorda che eravamo all'ultimo lato di bolina e la regata volgeva al termine.
Al di là delle osservazioni da bar che possiamo fare, io mi sono divertito e sono molto contento.... tu Gigi?
Molto Max. Il vedere che non c'è quella grande differenza di prestazioni tanto paventata mi ha messo una adrenalina addosso come se fossi io a regatare. Quanto vorrei che i prossimi match iniziassero tra 5 minuti.....uno dopo l'altro fino alla sfida finale. Comunque.....come sono cambiate le regate e le prestazioni degli equipaggi da dicembre a oggi: sembra siano passati anni
Avete notato come si comporta il boma di ETNZ? In pratica sembra avere uno snodo verso la parte terminale che pare consentire una maggiore o minore curvatura della randa. Se avete la possibilita di vedere il video ufficiale, andate a 1:36:17 e ve ne rendete conto subito. Dalle foto, invece, se prendiamo a riferimento il primo "swisch" rosso dopo l'albero verso poppa e la piega della randa che parte sempre dall'albero, i piu attenti noteranno proprio come la parte terminale "chiude" indipendentemente dal resto del boma.
Non credo di aver capito bene cosa intendi, comunque lì dentro non c'è un boma, per lo meno non un boma tradizionale. E' una sorta di stecca, ovviamente ben più grossa, che offre una flessibilità sufficiente per gestire la forma della doppia randa come se (addirittura meglio, pare) fosse un'ala rigida con snodo centrale, similmente a quelle degli ultimi catamarani di America's Cup. Tramite un sistema che gestisce la rotazione dell'albero ed un complesso meccanismo di scotte che stanno all'interno, tra le due rande, riescono a far piegare a piacere quella stecca/boma, così da dare il camber (profondità) ideale alla randa.
Al di la del risultato e della tecnica, sentire Meda dire "deve lottare con i denti ... giu' i canini nel mare" non ha prezzo ... per il resto c'e' Mastercard
Vediamo se riesco a farti percepire empiricamente quel movimento: metti la mano destra in taglio col dito indice esteso, quindi come volessi indicare qualcuno. Il dito indice rappresenta il boma, mettiamola così. Spostando (a dito rigido, esteso) verso sinistra e verso destra l'indice, simuli sempre il comportamento di un boma più o meno convenzionale su queste barche. Ma se adesso tu, del tuo dito indice esteso (e per limiti fisici orientato o al centro o leggermente verso sinistra), richiami l'ultima falange, ottieni esattamente lo stesso movimento che nel video si nota benissimo. In pratica, muovendo l'ultima "falange" del boma, aumenti o diminuisci l'incidenza dell'ala (la randa è un'ala) e di conseguenza la portanza.