Fatti e misfatti

Discussione in 'Politica' iniziata da gnappus2002, 16 Ottobre 2012.

  1. Scrondo

    Scrondo Presidente Onorario BMW

    11.929
    8.485
    10 Aprile 2009
    Reputazione:
    1.660.396.868
    BMW G21 - Q5
    Cosa credevate che ci fosse su quei contratti?
    Figurati se su un contratto cosi remunerativo e sicuro, ci fanno dei fugni...
    Non ne avrebbero avuto le ragioni, e i loro legali mica sono dei cretini...
     
  2. Alebmwx3

    Alebmwx3

    18.001
    17.045
    10 Ottobre 2015
    Reputazione:
    1.392.519.536
    Bmw X 3 f25
    Perché non è una buona password?:mrgreen::mrgreen::mrgreen::mrgreen:
     
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  3. Scrondo

    Scrondo Presidente Onorario BMW

    11.929
    8.485
    10 Aprile 2009
    Reputazione:
    1.660.396.868
    BMW G21 - Q5
    Guarda..
    Hakerare l'account Twitter di un politico che non si affida a qualche publisher, può richiedere (forse..) un'oretta di lavoro ad una persona decisa e che sa come fare..
     
  4. Alebmwx3

    Alebmwx3

    18.001
    17.045
    10 Ottobre 2015
    Reputazione:
    1.392.519.536
    Bmw X 3 f25
    Nulla come al solito :mrgreen:
     
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  5. Sgranfius

    Sgranfius Top Reference

    32.990
    22.786
    20 Dicembre 2006
    Reputazione:
    2.147.406.198
    Batmo8ile
    Si ma tu hacker andresti proprio in cerca del suo?
    Capisco Renzi, Martina, il massimo sarebbe la Boldrini, ma questo signor nessuno vale un’ora di tempo? Neanche dell’idraulico.
     
  6. Alebmwx3

    Alebmwx3

    18.001
    17.045
    10 Ottobre 2015
    Reputazione:
    1.392.519.536
    Bmw X 3 f25
    E comunque non ha smentito anzi ha cercato di giustificare la boutade arrampicandosi sugli specchi.
     
  7. Scrondo

    Scrondo Presidente Onorario BMW

    11.929
    8.485
    10 Aprile 2009
    Reputazione:
    1.660.396.868
    BMW G21 - Q5
    Qui ti sbagli...
    Quanti utenti e followers di di maio se lo leggeranno il contratto? 2000 o 3000?
    Mi pare una cifra realistica, ma quanti lo capiranno? 20 o 30?
    E gli altri come lo percepiranno il "contratto secretato"?
    Come l'ennesimo fugno fatto "dai poteri forti" sulle spalle del popolo...
    Quindi di maio ha ottenuto esattamente qullo che voleva: visibilità mediatica e immagine di "onesto&dalla parte del popolo"...
    Sono mosse preordinate da persone che studiano la comunicazione, cosa credete, che lo statista di pomigliano abbia la password del suo account ufficiale?
    Seeeeee
     
  8. Scrondo

    Scrondo Presidente Onorario BMW

    11.929
    8.485
    10 Aprile 2009
    Reputazione:
    1.660.396.868
    BMW G21 - Q5
    Questa storia del contratto autostrade, è un pò come la storia della asta ILVA, che di maio ha definito non valida, ma non invalidabile...
    Che dal basso delle mie poche competenze legali, non significa assolutamente nulla..
     
  9. labrie_it

    labrie_it Presidente Onorario BMW

    61.800
    25.496
    6 Novembre 2007
    Netflix
    Reputazione:
    2.147.476.461
    car2go
    Questo è vero.
    Non basta dimostrare che sia vero, basta buttarla lí.
    Che poi gli obiettivi sono sempre gli stessi, i poteri forti, i ricchi, big Pharma, le scie chimiche.. no, veramente le scie chimiche ormai non le citano più in effetti... :D
     
  10. labrie_it

    labrie_it Presidente Onorario BMW

    61.800
    25.496
    6 Novembre 2007
    Netflix
    Reputazione:
    2.147.476.461
    car2go
    Diciamo che nè "non valida" nè "non invalidabile" hanno un senso in diritto amministrativo.
    Un atto amministrativo è nullo o annullabile. Punto. Queste sono le categorie di invalidità degli atti.
     
  11. Scrondo

    Scrondo Presidente Onorario BMW

    11.929
    8.485
    10 Aprile 2009
    Reputazione:
    1.660.396.868
    BMW G21 - Q5
  12. Sgranfius

    Sgranfius Top Reference

    32.990
    22.786
    20 Dicembre 2006
    Reputazione:
    2.147.406.198
    Batmo8ile
    “Disapplicabile” ti dice niente? ;)
     
  13. Alebmwx3

    Alebmwx3

    18.001
    17.045
    10 Ottobre 2015
    Reputazione:
    1.392.519.536
    Bmw X 3 f25
    Riporto un interessante articolo sul quale riflettere.


    Marcello Veneziani
    Il Tempo 17 agosto 2018

    "I Benetton non hanno prodotto solo maglioni e gestito autostrade ma sono stati la prima fabbrica nostrana dell’ideologia global. Sono stati non solo sponsor ma anche precursori dell’alfabeto ideologico, simbolico e sentimentale della sinistra. Sono stati il ponte, è il caso di dirlo, tra gli interessi multinazionali del capitalismo global e dell’americanizzazione del pianeta, coi loro profitti e il loro marketing e i messaggi contro il razzismo, contro il sessismo, a favore della società senza frontiere, lgbt, trasgressiva e progressista. Le loro campagne, affidate a Oliviero Toscani, hanno cercato di unire il lato choc, che spesso sconfinava nel cattivo gusto e nel pugno allo stomaco, col messaggio progressista umanitario: società multirazziale, senza confini, senza distinzioni di sessi, di religioni, di etnie e di popoli, con speciale attenzione ai minori. Via le barriere ovunque, eccetto ai caselli, dove si tratta di prendere pedaggi. Di recente la Benetton ha fatto anche campagne umanitarie sui barconi d’immigrati e ha lanciato un video “contro tutti i razzismi risorgenti”. Misterioso il nesso tra le prediche sulla pelle dei disperati e il vendere maglioni o far pagare pedaggi alle auto.

    Dietro la facciata “progressista” di Benetton c’è però la realtà di Maletton, il lato B. È il caso, ad esempio del milione d’ettari della Benetton in Patagonia, sottratto alle popolazioni locali, come le comunità mapuche, vanamente insorte e sanguinosamente represse. O lo sfruttamento senza scrupoli dell’Amazzonia, ammantato dietro campagne in difesa dell’ambiente. O la storia dei maglioni prodotti a costi stracciati presso aziende che sfruttavano lavoratori, donne e minori a salari da fame e condizioni penose, come accadde in Bangladesh a Dacca, dove morirono un migliaio di sfruttati che lavoravano in un’azienda che produceva anche per Benetton. Le loro facce non le abbiamo mai viste negli spot umanitari di Benetton, così come non vedremo nessuna maglietta rossa, nessun cappellino rosso sponsorizzato da Benetton o promosso da Toscani per le vittime di Genova. A questo si aggiunge per la Benetton l’affarone di gestire prima gli autogrill e poi interamente le Autostrade, dopo che lo Stato italiano ha investito per decenni miliardi per far nascere la rete autostradale. Un “regalo” del pubblico al privato, come succede solo in Italia. Il capitalismo italiano ha sempre avuto questo lato parassitario e rapace: non investe, non rischia di suo ma campa a ridosso del settore pubblico o delle sue commesse. A volte socializza le perdite e privatizza i profitti, come spesso faceva per esempio la Fiat, o piazza i suoi prodotti scartati dal mercato allo Stato, come faceva ad esempio De Benedetti accollando materiali un po’ vecchiotti dell’Olivetti alla pubblica ammministrazione. Aziende che si scoprivano nazionaliste quando si trattava di mungere dallo stato italiano e poi si facevano globalità quando si trattava di andarsene all’estero per ragioni di produzione, fisco o costi minori. O si rileva la gestione delle Autostrade come i Benetton e i loro soci, con sontuosi profitti ma poi è tutto da verificare se si siano curati di investire adeguatamente per ammodernare la rete e fare manutenzione efficace. La tragedia di Genova pende come un gigantesco punto interrogativo tra i cavi sospesi sulla città.

    Di tutto questo, naturalmente, si parla poco nei media italiani, soprattutto nei grandi; non dimentichiamo che Benetton, oltre che importante cliente pubblicitario nei media, è azionista nel gruppo de la Repubblica-L’Espesso-La Stampa, dove si sono incrociati – ma guarda un po’ – i sullodati Agnelli e De Benedetti. In miniatura, segue lo stesso modello ideologico e d’affari alla Benetton, anche Oscar Farinetti, il patron di Eataly. Il capitalismo nostrano da un verso sostiene battaglie “progressiste” appoggiando forze politiche pendenti a sinistra e finanziando campagne global e antirazziste; poi dall’altro si trova invischiato in storie coloniali di espropriazione delle terre alle popolazioni indigene, di sfruttamento delle risorse e di uomini per produrre a costi minimi e senza sicurezza, ottenendo il massimo profitto.

    Poi vi chiedete perché in Italia certe opinioni politically correct sono dominanti: si è cementato un blocco tra un ceto ideologico-politico progressista, radical, di sinistra che fornisce il certificato di buona coscienza a un ceto affaristico di capitalisti marpioni. Un ceto che è viceversa adottato, tenuto a libro paga, dal medesimo. In questa saldatura d’interessi si formano i potentati e contro quest’intreccio ha preso piede il populismo.

    Però alle volte insorge la realtà. Drammaticamente, come è stato il caso di Genova. Dove ci sono da appurare le responsabilità, i gradi e i livelli. Inutile aggiungere che con ogni probabilità non ci sarà un solo colpevole, ci saranno differenti piani di responsabilità, anche a livello di amministratori locali, di governi centrali e ministeri dei trasporti, che avrebbero dovuto vigilare e imporre alla società autostrade di spendere di più in sicurezza, pena la decadenza della concessione. Col senno di poi è facile dire che se gli azionisti della società autostrade avessero speso la metà dei loro utili (oltre un miliardo di euro l’anno) per ulteriore manutenzione, sicurezza e rifacimento di strutture a rischio, come era notoriamente il ponte Morandi a Genova, oggi probabilmente non staremmo a piangere i morti e una città stravolta, sventrata. Ma richiamare altre responsabilità non vuol dire buttarla sulla solita prassi del tutti colpevoli nessun condannato; no, ci sono gradi e livelli di responsabilità diversi, e qualcuno dovrà pagare per quel che è successo, ciascuno secondo il suo grado di colpa effettivamente accertata. A questo punto rivedere le concessioni è necessario. Ma non può essere la sola risposta. C’è da ripensare al modello italiano che non funziona più da anni, vive di rendita sul passato e manda in malora il suo patrimonio. Bisogna ripensare alla nostra scassata modernità, al nostro obsoleto repertorio strutturale, vecchio come i capannoni di archeologia industriale e le cattedrali nel deserto che spesso deturpano il nostro paesaggio e ricordano il nostro passato, quando l’industria era il radioso futuro. Un paese che non sa più pensare in grande, investire, intraprendere, far nascere, pensare al futuro. Resistono i ponti dei romani, resistono i ponti di epoca fascista, opere “aere perennius”, ma scricchiolano o crollano le opere recenti, perché non c’è stata vera manutenzione, perché c’è stato sovraccarico, o perché furono fatte in origine con materiali inadeguati, con permessi ottenuti in modo obliquo, perché qualcuno vi speculò, e non solo le imprese di costruzione.

    In tutto questo, purtroppo, la linea grillina del non fare, del tagliare, del risparmiare sulle grandi opere o sui grandi rifacimenti non è una risposta adeguata ai problemi e alle urgenze. Non dimentichiamo che per i grillini fino a ieri era una “favoletta” il rischio di crollo del ponte Morandi di Genova, era solo un modo per mungere soldi; e dunque pur di frenare eventuali corrotti e corruttori, per loro è meglio tenersi strade scassate e ponti insicuri.

    Intanto è necessario rimettere in discussione il modello imperante, con un residuo di statalismo incapace e impotente, che si accompagna a un capitalismo vorace e parassitario sotto le vesti progressiste e umanitarie, con tutte le sue connivenze politiche denunciate da Di Maio. Quelle aziende che mettevano in cerchio i bambini del mondo, salvo vederli sfruttare nelle aziende del Terzo mondo o espropriare delle loro terre. Quelle aziende che volevano abbattere muri e frontiere nel mondo e nel frattempo crollavano i ponti di casa…
     
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  14. Alebmwx3

    Alebmwx3

    18.001
    17.045
    10 Ottobre 2015
    Reputazione:
    1.392.519.536
    Bmw X 3 f25
    Vi torna?


    Giornalista d’inchiesta svela importanti retroscena su Autostrade per l’italia:
    Parte del testo è tratta dal libro/inchiesta La Matrix Europea di Francesco Amodeo

    Partiamo dall'inizio. Perché una società strategica per gli italiani, con un fatturato annuo di oltre 6 miliardi di euro e introiti certi - che sono aumentati vertiginosamente negli anni com’era prevedibile - sia stata ceduta ad imprenditori privati ?

    Facciamo un passo indietro: e’ il 1992 il Cartello finanziario internazionale mette gli occhi e le mani sul nostro paese con la complicità e la sudditanza di una nuova classe politica imposta dal Cartello stesso. Il loro compito è quello di cedere le banche ed i gioielli di Stato italiani ai potentati finanziari internazionali anche attraverso il filtro di imprenditori nostrani. E’ l’anno della riunione sul Britannia quando il gotha della finanza internazionale attracca a Civitavecchia con uno yacht della Corona inglese. Sono venuti a ridisegnare il capitalismo in italia a danno degli italiani, a fare incetta delle nostre migliori aziende e ad arruolare quelli che saranno i loro fedeli servitori al Governo del paese a cui garantiranno incarichi di prestigio: il maggior beneficiario sarà Mario Draghi ma tra i più servili Prodi, Andreatta, Ciampi, Amato, D’alema. I primi 3 erano già entrati a pieno titolo nel Club Bilderberg, nella Commissione Trilaterale ed in altre organizzazioni del capitalismo speculativo anglo/americano che aveva deciso di attaccare e conquistare il nostro paese con l’appoggio di spietate banche d’affari come la Goldman Sachs che favorirà gli incredibili scatti di carriera dei suoi ex dipendenti: Prodi e Draghi prima e Mario Monti dopo.

    E’ l’anno in cui in soli 7 giorni cambiano il sistema monetario italiano che viene sottratto dal controllo del Governo e messo nelle mani della finanza speculativa. Per farlo vengono privatizzati gli istituti di credito e gli enti pubblici compresi quelli azionisti della Banca D’Italia, è l’anno in cui viene impedito al Ministero del Tesoro di concordare con la Banca d’Italia il tasso ufficiale di sconto (costo del denaro alla sua emissione) che viene quindi ceduto a privati. E’ l’anno della firma del Trattato di Maastricht e l’adesione ai vincoli europei. In pratica è l’anno in cui un manipolo di uomini palesemente al servizio del Cartello finanziario internazionale ha ceduto ogni nostra sovranità.
    Bisognava passare alle aziende di Stato, l’attacco speculativo di Soros che aveva deprezzato la lira di quasi il 30% permetteva l’acquisto dei nostri gioielli di Stato a prezzi di saldo e così arrivarono gli avvoltoi.
    La maggior parte delle nostre aziende statali strategiche passò in mano straniera o comunque fu privatizzata. Ma la cosa più eclatante fu che l’IRI (istituto di ricostruzione industriale) che nella pancia alla fine degli anni ’80 aveva circa 1000 società, fiore all’occhiello del nostro paese fu smembrata e svenduta con la complicità del suo Presidente storico Romano Prodi (dal 1982 al 1989 e durante un periodo tra il 1993 ed il 1994) che fu premiato dal Cartello che favorì la sua ascesa alla Presidenza del Consiglio in Italia e poi alla Commissione Europea. A sostituirlo come Presidente del Consiglio in Italia e a continuare il suo lavoro di smembramento delle aziende di Stato ci penserà Massimo D’Alema che nel 1999 favorirà la cessione, tra le altre, di Autostrade per l’Italia e Autogrill alla famiglia Benetton, che di fatto hanno, così, assunto il monopolio assoluto nel settore del pedaggio e della ristorazione autostradale. Una operazione che farà perdere allo Stato italiano miliardi di fatturato ogni anno.

    Le carte ci dicono che in quegli anni il Presidente dell’IRI era tale Gian Maria Gros-Pietro.
    Lo conoscevate ? Io credo di no. Invece il Cartello finanziario speculativo lo conosceva bene e nel 2001 lo convocò alla riunione del Bilderberg in Svezia, indovinate insieme a chi ? Insieme a Mario Draghi e ad un certo Mario Monti entrambi saranno ampiamente ripagati dal Cartello stesso che in futuro riuscì a piazzare Draghi alla Banca d’Italia e poi alla BCE e Mario Monti dalla Goldman Sachs alla Commissione Europea e poi a capo del Governo (non eletto) in Italia.

    E che cosa ne è stato di Gian Maria Gros Pietro ? qui viene il bello. Qui arriviamo al tema di questo post.
    Gian Maria Gros-Pietro, che già nel fatidico 1992 era Presidente della Commissione per le Strategie industriali nelle privatizzazioni del Ministero dell’Industria, nel 1994 diviene membro della Commissione per le Privatizzazioni istituita indovinate da chi ? da Mario Draghi. Ora capite come lavora il Cartello finanziario speculativo per mettere tentacoli ovunque e per far si che ci sia sempre un proprio esponente nei ruoli chiave. Ma non finisce qui. Come abbiamo visto nel 1997 Gross Pietro è Presidente dell’Iri mentre viene organizzata la cessione a prezzi di saldo di Autostrade per l'italia che avverrà nel 1999 col passaggio al Gruppo Atlantia s.p.a, controllata da Edizione srl, la holding di famiglia dei Benetton.
    Gros-Pietro firma la cessione, la famiglia Benetton gli strizza l’occhio.
    Cosa voleva dire metaforicamente quella strizzatina d’occhio ?

    Ora immaginate l’inimmaginabile.
    Cosa accade nel 2002 ? Gian Maria Gros-Pietro, dopo aver gestito la privatizzazione dell'Eni andrà a presiedere per quasi 10 anni indovinate che cosa?… proprio la Atlantia S.p.a, la società alla quale solo tre anni prima, come dipendente pubblico, aveva svenduto la gestione dei servizi autostradali italiani.
    Le jeux sont fait.

    A questo punto proviamo a leggere i termini del contratto di concessione della rete autostradale. Mi dispiace cari amici. Non si può. Sono stati coperti da segreto di Stato manco si trattasse di una riservatissima operazione militare.
    Ma com’è stato svolto in questi anni il servizio di manutenzione ordinaria da parte dei concessionari di Autostrade per l’Italia ?
    La macabra risposta è descritta nei tragici eventi di Genova e non solo.
    Leggendo quanto emerge dalla relazione annuale (2017) sull’attività del settore autostradale in concessione pubblicata sul sito del Ministero e dei trasporti si evince una crescita esponenziale del fatturato (quasi 7 miliardi) e dei pedaggi. In calo solo gli investimenti (calati addirittura del 20%) e la spesa per manutenzioni in controtendenza rispetto alla logica che dovrebbe prevedere un aumento dei costi della manutenzione contestualmente all’aumento del traffico. Ma la sicurezza degli automobilisti è stata messa in secondo piano rispetto alla massimizzazione dei profitti già di per se abnormi.
    E com’è andata invece con gli interventi straordinari ad opera dei Ministeri preposti ?
    Non c’erano soldi da destinare ad interventi straordinari seppur richiesti dagli esperti a causa dei vincoli di bilancio da rispettare e imposti dal pareggio di bilancio.
    Quali vincoli ? Quelli europei. E da chi sono stati imposti questi vincoli ? dal Trattato di Maastricht del 1992, da quello di Lisbona del 2007 e dal pareggio di bilancio in costituzione del 2011. E chi li ha voluti ? Indovinate ? Nell'ordine Romano Podi, Massimo D’alema, Mario Monti, con l’appoggio esterno di Mario Draghi.Torna la cricca al completo.
    Ma non erano quelli che insieme partecipavano alle organizzazioni del Cartello finanziario speculativo che voleva far crollare il nostro paese ?
    Esattamente. Il cerchio si chiude.
     
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  15. Scrondo

    Scrondo Presidente Onorario BMW

    11.929
    8.485
    10 Aprile 2009
    Reputazione:
    1.660.396.868
    BMW G21 - Q5
    Che i benetton non fossero dei cherubini lo si poteva anche immaginare..
    Se pensi che briatore è da sempre uno degli uomini più vicini a loro, puoi misurare la moralità dell'insieme..
    E poi non te la compri un'autostrada vendendo maglioncini...
     
  16. MDJ

    MDJ

    16.073
    10.141
    14 Novembre 2012
    Reputazione:
    310.956.711
    F20 120d LCI MSport ZF 8m Sport
    @Alebmwx3
    Alcuni post indietro ho scritto
    kompagni veneti: a parte scrondo
    che fa il finto tonto, mi sembrava
    chiaro il riferimento ai beneton....
    Sono stati i primi sfruttatori di
    manodopera in nero italici con
    la faccia come il deretano a far
    finta di essere dei buoni paroni...
    ;)
     
    Ultima modifica: 28 Agosto 2018
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  17. Sgranfius

    Sgranfius Top Reference

    32.990
    22.786
    20 Dicembre 2006
    Reputazione:
    2.147.406.198
    Batmo8ile
    Negli anni settanta/ottanta la provincia di Treviso era cosparsa da una fitta rete di piccole imprese tessili che lavoravano per i marchi Sisley e Benetton. Nessuna di loro è sopravvissuta quando decisero che la produzione locale era troppo costosa e la spostarono all’estero.

    Qui da noi conosciamo bene chi sono i Benetton.
     
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  18. MDJ

    MDJ

    16.073
    10.141
    14 Novembre 2012
    Reputazione:
    310.956.711
    F20 120d LCI MSport ZF 8m Sport
    La mafia almeno non fa finta di essere
    ciò che non é: i kompagni beneton invece
    devono lavarsi la coscienza facendo
    finta di essere degli illuminati....
    Almeno si lavassero con l'acqua e
    sapone che hanno un autfit da igiene
    approssimativa....
     
  19. labrie_it

    labrie_it Presidente Onorario BMW

    61.800
    25.496
    6 Novembre 2007
    Netflix
    Reputazione:
    2.147.476.461
    car2go
    Non c'ho capito niente. È grave?
    Il consiglio di stato ha più volte ribadito la natura amministrativa degli atti di assegnazione e pubblicazione dei bandi di gara.
    La cd. "disapplicabilitá" è una fictio iuris inventata dalla giurisprudenza (sí, quella brutta e cattiva che indaga contro Salvini. Vabbè non proprio la stessa :D ) che fa leva sulla natura normativa dei bandi e che consentirebbe di disapplicare il risultato della gara.
    A me è sempre parsa na cagata perché poi mi metto nei panni di chi quelle gare le vince e ci sono sempre i principi di certezza del diritto che non dobbiamo dimenticare. E sono principi costituzionali.
    Poi domani Di Maio va al Tar, fa applicare questo principio, vince e io devo solo stare zitto :D
    Ci sta, per carità, ma per me resta sempre e solo una cagata :D
     
  20. ricciolino porcellino

    ricciolino porcellino Guest

    Reputazione:
    0
    hai ragione.
    infatti l'hanno acquisita grazie allo "schemaventotto", a braccetto con prodi, d'alema e ciampi. mi piacewrebbe sentire che dice toscani di questi "veneti ubriaconi"...
     
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